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sabato 13 ottobre 2018

Il mio percorso del benessere: come ho curato la mia dipendenza dagli zuccheri




Che gli zuccheri creino dipendenza è vero e l’ho sperimentato di persona. Fino a qualche anno fa sentivo il “bisogno” di qualcosa di dolce al termine del pasto, mi capitava di mangiare biscotti, dolciumi vari, cioccolatini e usavo tanto zucchero nel the. Poi, piano piano, ho voluto sperimentare su me stessa gli effetti di un regime alimentare diverso. Giuro che non ho fatto alcun sacrificio, anzi mi è venuto spontaneo e naturale ed è stato un vero e proprio piacere. Più studiavo e mi informavo, più mi veniva la curiosità di mettere in pratica quello che chiamo “il mio percorso del benessere”.

Ora a casa mia non ci sono più merendine, dolciumi, snack, dessert industriali, prodotti con zuccheri aggiunti... a dir la verità non c'è neanche un pacco di zucchero. La cosa meravigliosa è che non solo non li mangio più, ma non mi viene alcuna voglia di comprarli quando li vedo in bella mostra al supermercato. Mi concedo una fettina di dolce casalingo se me lo offrono, qualche quadretto di cioccolata fondente (quella con almeno il 60% di cacao, non quella che spacciano per fondente anche se non lo è), marmellata fatta in casa a colazione, frutta secca (datteri, fichi, albicocche, mandorle, noci, nocciole) e dolcifico tassativamente con miele sciroppo d’acero, di agave o di fiori di sambuco (che sono anche più gustosi dello zucchero).

La mia giornata inizia con una sana colazione. Rigorosamente seduta a tavola, senza fare corse per casa. Mi sveglio 15 minuti prima e vi assicuro che quando diventa un’abitudine non è affatto un sacrificio. D’inverno bevo the o tisane dolcificate con miele crudo (quello che cristallizza, non quello liquido), a cui aggiungo due fette biscottate integrali con un pò di marmellata di frutta biologica o del miele (mi piace variare, ma in genere uso quello di arancio, limone, eucalipto, acacia e tiglio) e un frutto. D'estate a volte mangio uno yogurt cremoso (adoro quello greco), a cui aggiungo frutta fresca e avena (non uso cereali dolcificati di produzione industriale… se voglio qualcosa di particolarmente gustoso aggiungo all’avena pezzetti di frutta secca e qualche scaglia di cioccolato fondente extra). Mi diverto anche a preparare tanti frullati, spremute e smoothies fatti con frutta fresca di stagione.

A pranzo e a cena, variando le verdure, i cereali e l’apporto proteico si possono preparare un’infinità di piatti. D’estate il mio pranzo tipico è una bella insalata piena di verdure diverse a cui aggiungo o noci o filetti di salmone o scaglie di parmigiano e dei crostini di pane integrale.

E per quando mi viene fame nell’arco della giornata ho trovato una soluzione semplice e pratica: qualche nocciola, qualche mandorla o qualche gheriglio di noce… senza esagerare, dato che contengono molte calorie. Se non vado di fretta e non lavoro, invece, mangio frutta fresca (in genere una bella banana).

Vi assicuro che non è un sacrificio. Mi sento molto meglio e sono riuscita a risolvere tanti problemini di salute senza alcuna terapia farmacologica. Ricordate però che una dieta equilibrata è inutile se non camminate, non fate le scale, non vi muovete!

mercoledì 13 luglio 2016

L'inganno dei programmi dimagranti miracolosi

Non so se ci avete fatto caso anche voi, ma ho notato che i post più diffusi e condivisi sui social e sul web in generale sono i programmi dimagranti e le diete fai da te (e non solo durante la stagione primaverile ed estiva).
Pare che senza restrizioni, senza sacrifici, senza rinunce e (udite udite) senza un'attività fisica regolare si riescano a perdere fino a 15 kg in un mese o poco più. Non siete convinti? Inviate un messaggio privato e lo scoprirete (almeno questo è l'iter da seguire a cui rimandano i post). La solita tattica di marketing trita e ritrita: un segreto da svelare solo a pochi "iniziati", una scoperta miracolosa che pare che il mondo non debba sapere (e allora a che serve tutta questa pubblicità martellante?), un ritrovato eccezionale che promette risultati soddisfacenti e soprattutto veloci.
Volete fare ancora prima? Ve lo dico io come si può dimagrire così tanto e così in fretta (sebbene sul "così in fretta" non ci giurerei).
- Dieta iperproteica: è un regime alimentare squilibrato poichè prevede un apporto di proteine maggiore di quello che in genere è consigliato (ossia che oscilla tra 0.8 e 1.2 grammi di proteine per kg di peso corporeo). Un programma alimentare di questo tipo, con un apporto di 1.8/2.2 grammi di proteine per kg di peso corporeo, affatica il sistema renale ed epatico, in quanto il nostro organismo non solo ha bisogno di più tempo e più energie per metabolizzare le proteine piuttosto che carboidrati o grassi, ma produce più scarti (i cosiddetti residui azotati). Questa dieta può essere seguita in casi specifici (ad esempio atleti che praticano sport di potenza muscolare) sotto stretto controllo medico, ma di certo non è consigliata per la prova costume.
- Dieta ipocalorica con integratori sostitutivi di un pasto (frullati, bibite, barrette, snack): è un programma alimentare che ha alle spalle un'ottima operazione di marketing, ma che veicola un messaggio del tutto sbagliato sia dal punto di vista educativo che alimentare. Se vogliamo indirizzarci verso una dieta sana che ci faccia perdere peso, allora che senso ha ricorrere agli integratori e ai pasti sostitutivi? Non sarebbe meglio abituarci a seguire delle buone abitudini alimentari? Per quanto tempo riusciremo a sostituire il pranzo o la cena con questi prodotti industriali? Cosa succederà quando smetteremo di assumerli dopo aver perso peso? Sappiamo con certezza quali sono gli ingredienti in etichetta e che effetto potrebbero avere sul nostro metabolismo? 
In realtà se si dimagrisce è perchè il programma alimentare è di per sé ipocalorico, il che significa che se limitassimo autonomamente la quantità di cibo assunta, dimagriremmo ugualmente e in modo più sano. Questo non è altro che un modo semplice per prenderci in giro. Forse potrà andar bene per chi è sempre fuori casa e non sa gestire il pasto ordinando le cose giuste in un bar o in un ristorante, ma non per chi vuole perdere peso per migliorare il proprio stato di salute. Una pessima idea, quindi, per le conseguenze sia a livello fisiologico che psicologico, a meno che non sia in atto una particolare e grave patologia per cui tali sostitutivi siano considerati dal medico specialista il male minore.
- Digiuno: sconsigliatissimo, a parte un giorno al mese di digiuno parziale (limitandosi ad assumere cibi ricchi di aqua e minerali, quali frutta e verdura cruda) a scopo disintossicante e non dimagrante.
- Uso di farmaci diuretici e/o lassativi: fanno perdere liquidi, non massa grassa ed inoltre non possono essere assunti per lungo tempo perchè possono causare sia assuefazione che effetti collaterali dannosi. Cerchiamo di ricordare che i farmaci devono essere prescritti dal medico in presenza di una reale necessità!
- Uso di integratori/farmaci per il controllo della fame: anche qui va seguito lo stesso consiglio di prima (la prescrizione va fatta dal medico a seguito di esami e diagnosi). Inoltre sarebbe opportuno capire la causa degli attacchi di fame. Se si tratta della cd "fame nervosa" non ha alcun senso curare il sintomo, ma bisogna risalire a monte del problema. Molto ovviamente dipende dal tipo di integratore: ci sono quelli che contengono fibre e mucillagini che danno un senso di pienezza e altri che lavorano sul sistema nervoso e che possono anche avere effetti anoressizzanti se usati in modo sbagliato e senza controllo medico.
- Uso di integratori/farmaci "bruciagrassi" (ossia con attività termogenica che accelerano il metabolismo) o che limitano l'assorbimento di alcune sostanze: possono fungere da coadiuvanti in un corretto programma alimentare che comprenda una regolare e moderata attività fisica e devono essere consigliati da specialisti. Anche qui assolutamente vietato il fai da te in quanto i prodotti che accelerano il metabolismo sono a base di caffeina e sinefrina, che hanno anche importanti effetti collaterali.
Al momento non conosco altri modi. Se credete nei miracoli, potete sempre pregare... Sempre meglio che cadere nella rete di aziende poco serie.

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lunedì 14 marzo 2016

L'insostenibile messaggio dell'olio di palma sostenibile

Non so se vi siete accorti che ultimamente l'olio di palma è diventato sostenibile. Una campagna pubblicitaria ha iniziato il bombardamento televisivo del povero consumatore inconsapevole, sempre più confuso, che non sa più a chi credere e dove sia la verità, un pò per pigrizia, un pò per disinteresse, ma soprattutto per ignoranza. 
Nel caso vi foste persi lo spot (ma non credo, dato il martellamento quotidiano sui canali nazionali), potete trovarlo a questo link.
Allora iniziamo ad analizzare il testo del messaggio pubblicitario, recitato da una suadente e rassicurante voce femminile:

"è un olio che nasce da un frutto, che viene spremuto e purificato. Un olio di origine naturale, che non presenta rischi per la salute in una dieta bilanciata: è l'olio del frutto di palma, un ingrediente versatile, che può essere usato anche allo stato solido. La sua coltivazione sostenibile aiuta a rispettare la natura ed è promossa dall'unione italiana per l'olio di palma sostenibile. Per saperne di più visita oliodipalmasostenibile.it".

Pensiamo ora a quale potrebbe essere la reazione del consumatore medio se il testo fosse il seguente:

"è un olio che nasce da un frutto, che viene spremuto e lavorato industrialmente (i frutti altamente deperibili vengono sterilizzati subito dopo la raccolta, denocciolati, cotti, pressati, filtrati e raffinati in modo da far passare l'olio da un colore rossastro ad uno giallino tipico degli oli). Un olio vegetale che, al pari di qualunque altro alimento, non presenta rischi per la salute se si segue una dieta bilanciata: è l'olio del frutto di palma, un ingrediente versatile (data la resa e il basso costo di produzione, se paragonati a quelli di altri oli), che può essere usato anche allo stato solido, dato il contenuto relativamente alto di grassi saturi (se paragonato agli altri oli vegetali). La sua coltivazione sostenibile aiuta a rispettare la natura, perchè le foreste tagliate e bruciate vengono convertite in piantagioni da olio non subito ed illegalmente, ma dopo qualche anno, quando non si può più risalire all'originale destinazione d'uso di quel suolo, che resterebbe comunque inutilizzato".

Avrebbe lo stesso effetto? Tacere e/o nascondere dei dati corrisponde forse a dire la verità?
Non è questa la sede per fare la descrizione precisa del profilo nutrizionale di questo alimento per un semplice motivo: se anche fosse il miglior olio del mondo, se anche fosse la panacea di tutti i mali, per quanto mi riguarda sarebbe comunque veleno. Ma come credete che possa essere sostenibile qualcosa che per essere prodotta presuppone disboscamento, deforestazione, sfruttamento intensivo di suolo e persone?
Ah no, forse mi sbaglio.... Forse per sostenibile si intende ciò che sostiene gli interessi delle multinazionali. E cosa volete che valgano la tutela ambientale, la biodiversità, la difesa degli ecosistemi se paragonati al principio del massimo profitto?
Non sarà che forse le campagne pubblicitarie vengono lanciate proprio quando i consumatori stanno iniziando ad alzare la testa e a far sentire la propria voce orientando i consumi? Non è forse vero che i fondi si trovano quando qualcuno chissà dove inizia a temere che un po' di raziocinio e pensiero critico ci sia rimasto? Del resto il consumatore ideale dev'essere ignorante, passivo, inconsapevole ed irresponsabile....
A chi mi chiede se l'olio di palma faccia male alla salute, rispondo che non mi importa se sia nocivo o meno al nostro metabolismo. Potrebbe esserlo o non esserlo, non cambierebbe nulla. Non è questo il punto. Il problema è molto più semplice. Ciò che distrugge l'ambiente distrugge anche noi, la nostra salute e quella dei nostri figli. Come credete si possa essere sani in un ambiente inquinato, in un ecosistema in cui la biodiversità viene ridotta e molte specie sono perennemente a rischio estinzione, col conseguente sovvertimento della catena alimentare?
Per maggiori informazioni vi invito a leggere questo articolo, sperando ci faccia riflettere... e non poco. 

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mercoledì 13 gennaio 2016

Come fare una spesa veg settimanale a meno di 30 euro: la spesa di gennaio

Oltre ai suggerimenti generali, già indicati nel mio articolo precedente relativo alla spesa di marzo e in quello relativo alla spesa di aprile, vediamo cosa possiamo comprare a gennaio con meno di 30 euro per una spesa settimanale (le quantità sono ovviamente indicative e si riferiscono ad un consumo medio settimanale di cereali, frutta, e verdura di stagione per due persone). Premetto che i costi dei prodotti sono quelli stabiliti dai fruttivendoli e non si riferiscono quindi a quelli di supermercati e ipermercati, dove in genere frutta e verdura sono più care (soprattutto se vendute in imballaggi di polistirolo e pellicola trasparente, che oltre a far lievitare il prezzo fa aumentare la quantità di rifiuti che dovranno poi essere smaltiti).
 
  • Broccoli, broccoletti, cime di rapa. Ottimi se aggiunti a pasta, riso o minestrone, oppure semplicemente cotti a vapore e conditi con aglio, olio, limone. In particolare amo cucinare i broccoletti facendoli stufare nella loro acqua in una padella con coperchio a fuoco medio per qualche minuto. Quando i gambi sono diventati teneri, basta togliere il coperchio, aggiungere aglio tritato, olio evo, peperoncino e un pò di sale e far cuocere finchè l'acqua di cottura non sia evaporata. Un modo semplice e sano per evitare di sfriggere l'aglio o ripassarli in padella. In questo modo guadagneremo tempo e salvaguarderemo i principi nutritivi.
  • Radicchio. Consumatelo sia crudo (aggiunto ad insalate) che cotto. Oltre al classico risotto al radicchio, vi consiglio di stufarlo in una padella o un tegame basso. Fate un trito di cipolla e fatela soffriggere per pochi minuti in olio evo. aggiungete il radicchio affettato grossolanamente e procedete secondo le istruzioni fornite in basso per la zuppa di cipolle. Servite su crostini o accompagnato con riso bianco condito con olio, pepe e limone.
  • Carote, aglio, cipolle, sedano. Esistono diverse varietà di cipolle, in particolare è preferibile usare crude quelle rosse e cotte quelle bianche o dorate. Davvero deliziosa e facile da preparare è la zuppa di cipolle. Dopo averle affettate finemente, vanno cotte in un pò d'olio evo in un tegame con l'aggiunta di mezzo cucchiaino di zucchero. Quando saranno leggermente caramellate, bagnatele con del vino rosso, fate evaporare e coprite con del brodo vegetale fino a cottura. Servite la zuppa calda su crostini e conditela con un filo d'olio. Per rendere la zuppa più leggera e digeribile, basta aggiungere semi di finocchio, un pò di origano (o maggiorana) e peperoncino. Ricordate inoltre che le carote possono essere anche centrifugate, aggiunte a frullati di frutta (in questo caso andranno prima sbollentate) o inserite nella preparazione di muffins e torte, magari con l'aggiunta di noci, mandorle e buccia di limoni biologici.
  • Arance, limoni, clementine, pere, mele, melograni. Se avete una centrifuga (o se decidete di comprarla), ricordate di non gettare il residuo. Potete usarlo per maschere di bellezza, per fare marmellate, per aromatizzare il vostro gelato o sorbetto casalingo  o per il vostro compost (anche se io suggerisco sempre le opzioni marmellata e gelato). Non gettate la frutta matura. Frullatela con un pò di limone o latte vegetale e gustatela come snack spezzafame. Potete anche aggiungerla allo yogurt o fare salse per decorare dolci e gelati. Potete anche usarla per fare marmellate casalinghe e gelati. Usate i limoni non solo per condire, ma anche per preparare sorbetti, liquori e per aromatizzare l'acqua da bere durante il giorno. Fate attenzione che siano biologici se utilizzate anche la buccia! Ricordate che il melograno è molto versatile: può essere aggiunto alle insalate, mangiato in chicchi o se ne può fare un ottimo succo.
  • Frutta secca a guscio (noci, mandorle, nocciole). Costituiscono un ottimo e comodo snack spezzafame. Le possiamo mettere in un sacchettino, in modo da averle sempre in borsa. Oltre ad essere un'ottima fonte di proteine, vitamine e acidi grassi essenziali, contribuiranno a farci perdere l'abitudine di mangiare caramelle, dolciumi e cioccolatini durante la giornata.
  • Mix di legumi secchi (fagioli, ceci, lenticchie rosse, fave, piselli). Vi consiglio di comprarli sfusi nei negozi che li vendono alla spina. Risparmierete sul prezzo e si produrrano meno rifiuti da smaltire (un semplice sacchetto di carta sostituirà egregiamente barattoli, scatole e imballaggi). Vorrei aggiungere che non è assolutamente necessario passare ore in cucina a cuocerli. Basterà metterli a bagno la sera prima, cambiando spesso acqua, e si cuoceranno in tempi brevi. Inoltre a chi volesse ridurre ulteriormente i tempi di cottura, posso suggerire di usare una pentola a pressione o di acquistare i legumi decorticati (l'asportazione della pellicina è consigliabile per chi ha problemi di digestione o di produzione di gas intestinale). Comprare i legumi alla spina significa anche evitare di ingerire il sale, gli zuccheri e gli additivi aggiunti nei prodotti precotti in scatola.
  • Uova di galline allevate all'aperto. Cercate di evitare le uova provenienti da allevamenti intensivi. Oltre ad una motivazione etica, che dovrebbe spingerci ad un maggiore rispetto per l'ambiente e a contribuire con i nostri acquisti a bloccare lo sfruttamento disumano degli animali, sarebbe il caso di riflettere sul tipo di prodotto che poi ingeriremo. Cosa pensate possano produrre le galline costrette e immobilizzate in spazi angusti, senza la possibilità di dormire, razzolare, riposare, muoversi seguendo la loro natura e alimentate con mangimi trattati? Spendere qualche euro in più sarà di certo un risparmio in termini di impatto ambientale e di salute.
Un ultimo consiglio per tamponare gli eccessi dei lauti pranzi natalizi: non mettetevi a dieta seguendo le mode e/o le indicazioni delle riviste e dei siti web. I miracoli non esistono e soprattutto il fai da te non fa bene né alla nostra salute né al nostro portafogli. Non ci si improvvisa dietologi leggendo qualche articolo. I programmi alimentari e/o gli integratori che promettono una notevole perdita di peso in poco tempo sono quelli più sbilanciati e pericolosi, soprattutto perchè innescano il famoso effetto yo-yo. Ricordate che preferire la qualità del cibo alla quantità è sempre e comunque una scelta etica e di salute. Limitando le porzioni e le portate possiamo comunque gustare i nostri cibi preferiti in compagnia di amici e parenti. Inoltre abusare di prodotti industriali e cibi pronti comporta un'assunzione eccessiva e concentrata nel tempo di additivi alimentari (dolcificanti, esaltatori di sapidità, coloranti, conservanti, addensanti, ecc.).

martedì 12 gennaio 2016

Succhi di frutta o bevande al gusto di frutta? Ecco come distinguerli


 



















Eccoci al secondo appuntamento delle mie mini guide per una spesa sana, consapevole e soprattutto responsabile.
Dopo aver smascherato i falsi cibi integrali, passiamo ai succhi di frutta. 
Secondo voi quale dei due prodotti in foto è un succo di frutta?
La risposta corretta è nessuno dei due. Nella prima foto si tratta di nettare di frutta, nella seconda di bevanda alla frutta.
Dov'è la differenza? Il succo di frutta, per essere definito tale, deve contenere il 100% di frutta con al limite l'aggiunta di zucchero, il nettare almeno il 50%, le bevande alla frutta almeno il 12%, mentre al di sotto di tali percentuali si parla di bevande al gusto di frutta (praticamente acqua e zucchero, spesso con aggiunta di altri additivi industriali quali coloranti e conservanti vari). Inoltre fate attenzione all'ordine in cui sono messi gli ingredienti: nel nettare il primo è la purea di frutta, nella bevanda alla frutta il primo è l'acqua. Ricordate che l'ordine è decrescente e rispetta sempre la quantità contenuta.
Come potete notare le etichette non sono ingannevoli. Nessuna delle due parla di succo di frutta, ma il consumatore pigro, distratto o poco attento pensa che nel suo carrello ci sia una bevanda salutare, magari da far bere ai figli in sostituzione della frutta.
Niente di più sbagliato, sia perché un prodotto industriale non potrà mai sostituire uno naturale (un succo o un centrifugato di frutta fatto in casa di certo conterrà vera frutta al 100%), sia perché, diventando succo o centrifugato, la frutta originaria viene depauperata di molti componenti nutritivi. A ciò si aggiunga il fatto che gli alimenti liquidi vengono ingeriti in maggior quantità rispetto a quelli solidi, proprio per la velocità di assunzione. E così si mandano giù inconsapevolmente quantità enormi di zucchero o, peggio ancora, dolcificanti sintetici presenti nelle versioni diet o light.
Ecco perché vale sempre la solita raccomandazione: impariamo a leggere le etichette con calma e attenzione.

mercoledì 29 luglio 2015

L'inganno dei cibi integrali

Forse vi sembrerà strano sapere che la maggior parte dei cibi spacciati per integrali in realtà integrali non sono. Vediamo perchè. L'aggettivo "integrale" significa integro, ossia qualcosa che non dovrebbe aver subito depauperazioni, raffinazioni e procedimenti chimici industriali, quale ad esempio lo sbiancamento. 
Il riso, l'orzo, la pasta, il pane, i biscotti, i dolci (e in generale tutti gli alimenti prodotti con farina bianca), il sale, lo zucchero bianco, che usiamo comunemente, non esistono tal quali in natura, ma vengono raffinati e sbiancati. In questo modo li si priva di fibre, minerali, vitamine e nutrienti importanti. E a noi consumatori, dunque, cosa resta? Un prodotto bianco, forse esteticamente più gradevole, ma depauperato delle iniziali componenti nutritive. Il che potrebbe anche andar bene se il consumatore fosse consapevole di quello che mangia, ma purtroppo così non è.
L'industria alimentare, seguendo la logica del massimo profitto, con il supporto di una pubblicità continua, martellante e criminale, quotidianamente spaccia per naturale, sano e salutare ciò che non lo è. E così tra uno spot di una casa immersa nel verde e di bambini felici che mangiano dolciumi e merendine, una rivista che associa ai cibi integrali immagini di supermodelle che pare dimagriscano mangiando crackers e fette biscottate, siti web che reclamizzano quanto l'integrale faccia bene, il consumatore inconsapevole, pigro o poco attento si convince che basti leggere la dicitura "integrale" sulla confezione per stare tranquillo.
Sfatiamo allora alcuni miti che sembrano ancora resistere, nonostante le ultime scoperte scientifiche e la velocità con cui vengono diffuse le informazioni nell'era digitale:
  1. Non è vero che i cibi integrali fanno dimagrire. Al limite la percentuale di fibra alimentare contribuisce ad aumentare il senso di sazietà.
  2. Non è vero che i cibi integrali non fanno ingrassare. Tutto dipende dalle porzioni e dalle quantità.
  3. Non è vero che la farina integrale non subisce processi industriali. La maggior parte delle farine integrali in commercio sono farine ricostituite, ossia alla farina bianca precedentemente raffinata viene aggiunta una parte di crusca che era stata scartata. Sembrerebbe pazzesco, ma è così. Ecco perchè in genere i prodotti integrali costano di più. Il prezzo più elevato deriva infatti da questo ulteriore passaggio che il cibo subisce prima di essere confezionato e distribuito... e si sa che il lavoro va pagato! Perchè dunque l'industria alimentare fa questo gioco del togli e metti? Perchè per la grande distribuzione costa molto meno sbiancare tutta la farina e poi riaggiungere la crusca solo a quella parte di prodotto destinato ai consumatori di cibi "integrali".
  4. Non è vero che i prodotti integrali siano più sani di quelli raffinati. Ciò è vero solo se si tratta di prodotti integrali provenienti da agricoltura biologica. Nell'involucro più esterno degli alimenti si concentrano infatti i resti di fitofarmaci, erbicidi, diserbanti e tutti i prodotti chimici con cui vengono trattati, involucro che viene rimosso durante la raffinazione.
Ciò premesso, come possiamo fare per capire se abbiamo di fronte un alimento integrale o pseudo tale? La risposta sta sempre nell'etichetta. Ricordate che gli ingredienti vengono elencati in ordine di quantità. Il primo ingrediente della lista sarà pertanto quello presente in maggiore quantità. Se in cima alla lista leggiamo farina di frumento e dopo farina integrale, crusca o cruschello, allora vuol dire che non si tratta di un vero alimento integrale. Per quanto riguarda il pane, scovare il falso integrale è ancora più semplice... basta guardarlo. Se si presenta bianco con puntini più scuri, allora quel pane è stato prodotto con farina bianca a cui è stata poi aggiunta crusca o cruschello. Se invece si presenta scuro uniformemente, allora è stata usata farina integrale.
Ricordate di leggere sempre le etichette... solo così possiamo diventare tutti consumatori consapevoli e responsabili.


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giovedì 19 marzo 2015

Come distinguere il cibo naturale da quello artificiale?

Siamo talmente abituati al cibo industriale che ormai da molti anni ci siamo convinti che sia "naturale". Forse è naturale (nel senso di normale, abituale) alimentarci in questo modo ed educare le giovani generazioni ad aprire contenitori, barattoli, pacchetti, confezioni, togliere pellicole, mettere in padella, in forno o nel microonde roba già pronta che (ri)cuoce in pochi minuti. 
"Non ho tempo". "Vado di fretta". Ecco le frasi che ripetiamo sempre più spesso agli altri (anche se sono i nostri figli) e a noi stessi. Un alibi, una scusa... insomma, diciamoci la verità, una grande bugia! Il tempo c'è. E infatti la tecnologia ci aiuta. Abbiamo lavastoviglie, lavatrice, aspirapolvere, frullatori, impastatrici, pentola a pressione, centrifughe e mille altri aggeggi che spesso compriamo e che poi dimentichiamo in fondo ad un cassetto o in un angolo della dispensa. Ma allora, se il progresso ci ha liberato da tante incombenze, perchè sosteniamo di non avere tempo? La risposta a mio avviso è molto templice: il tempo lo abbiamo, ma lo usiamo male. Troppe ore davanti a tv, smartphones, tablets, nel creare e disfare relazioni virtuali che di reale hanno solo la quantità del tempo che ci rubano. Non si comunica, si chatta. Non si esce con gli amici, non si parla con loro guardandoli negli occhi, si scrive sui social networks, si "condividono" status e post, ma del vero significato della parola condivisione abbiamo proprio perso le tracce.
E ora mi direte... ma cosa c'entra tutto questo col cibo? C'entra. Così come c'entra il modo in cui ci alimentiamo. Di corsa, al fast food, in auto, davanti alla televisione o al computer, tra uno snack industriale e l'altro, tra un piatto pronto e l'altro e, cosa tristissima, con la forchetta in una mano e il telefonino nell'altra. Tutto dev'essere pronto, veloce, rapido. E mentre riscaldiamo qualcosa, controlliamo se abbiamo ricevuto qualche messaggino. Tra un boccone e l'altro aggiorniamo lo status sul nostro social network preferito, magari aggiungendo un tristissimo selfie. 
Eppure l'alimentazione è un'altra cosa. Non si può mangiare di fretta. O si mangia o si fa altro. Il cibo va assaporato, gustato, goduto, non solo a livello sensoriale, ma anche sociale. Non dimentichiamo che la convivialità è sinonimo di aggregazione, quel genere di aggregazione che non conosciamo più.
Siamo talmente sommersi e bombardati dai prodotti industriali che neanche li consideriamo tali. Ciò che mi ha fatto riflettere ultimamante è la domanda che mi hanno fatto molti dei miei studenti quando, nel compilare il diario alimentare, si imbattevano in
cibi che non sapevano definire. E così mi chiedevano: "Ma la pasta è industriale? Il caffè è industriale? E il succo di frutta?".
La cosa mi fa pensare e non poco, anche se la mia risposta è sempre stata rapida. "Ma la pasta la fai in casa? Il caffè lo produci tu? E il succo di frutta?". Cos'altro avrei potuto replicare? Ecco, di fronte a questa risposta talmente ovvia da sembrare sciocca, la maggior parte dei miei studenti sgranava gli occhi. Mi ci è voluto molto più di qualche minuto per spiegare loro che la regola per distinguere i cibi naturali da quelli industriali è una sola: dove c'è un'etichetta, lì c'è cibo industriale. Non si trovano etichette, né date di scadenza, né claims, né informazioni nutrizionali sulla frutta e sulla verdura al mercato o dal fruttivendolo di fiducia. Con questo non voglio dire (e spero che i crudisti e i fruttariani mi perdoneranno) che dovremmo vivere di sola frutta e verdura, ma almeno possiamo provare a limitare drasticamente i cibi artificiali, comprando quelli con non più di cinque ingredienti in etichetta. Più lunga è la lista degli ingredienti, meno naturale e salutare sarà l'alimento. Ricordiamo comunque di evitare assolutamente quegli alimenti sulla cui etichetta ci sono nomi impronunciabili, che non conosciamo, che non useremmo nella preparazione casalinga di una pietanza. Sono tutti additivi (coloranti, dolcificanti, esaltatori di sapidità, conservanti, ecc.) di cui il nostro organismo non ha affatto bisogno.

lunedì 9 marzo 2015

Come fare una spesa veg settimanale a meno di 30 euro: la spesa di marzo

Come vi avevo già spiegato in un mio articolo precedente, la soluzione più semplice per adottare un'alimentazione naturale e consapevole è quella di iniziare da una buona spesa. Tutto infatti comincia da lì, dal modo in cui riforniamo la nostra dispensa e il nostro frigorifero.
Da questo mese il mio blog si arricchirà di un nuovo e spero interessante appuntamento: come fare una buona spesa settimanale a costi non proibitivi e seguire quindi un'alimentazione il più possibile sana e naturale.

Premetto che per scelta personale e per esigenze di spazio mi occuperò solo di spesa in chiave vegetariana, ma ciò non ha assolutamente la pretesa di imporre alcuna dittatura alimentare. Ognuno è libero di operare le scelte dietetiche che ritiene opportune per se stesso e per la propria salute.
Ho deciso di dare il via a questa nuova sezione proprio nel mese di Marzo perchè, essendo il mese della primavera, simboleggia la rinascita, non solo a livello di vegetazione, ma anche personale ed interiore. Ricordate che una vera rinascita personale si può attuare solo se parte dall'interno, con impegno e convinzione. Certamente non basterà andare più spesso dal fruttivendolo che dal macellaio, ma è comunque un ottimo inizio.

Vediamo quindi cosa possiamo comprare con meno di 30 euro per una spesa settimanale (le quantità sono ovviamente indicative e si riferiscono ad un consumo medio settimanale di frutta e verdura di stagione per due persone). 
Premetto che i costi dei prodotti sono quelli stabiliti da piccole e medie aziende agricole del Lazio e non si riferiscono quindi a quelli di supermercati e ipermercati, dove in genere frutta e verdura sono più care (soprattutto se vendute in imballaggi di polistirolo e pellicola trasparente).

  • Carciofi. Possono essere cucinati stufati con le patate per un piatto unico, aggiunti a riso o pasta (meglio se integrale) o imbottiti con aglio, erbe aromatiche, noci e mollica di pane e poi cotti in pentola. Non dimenticate di conservare le foglie esterne per concimare le vostre piante.
  • Pomodori. Possono essere inseriti in insalate miste o tagliati a dadini per insaporire minestre o zuppe o per preparare un semplicissimo sughetto con aglio, cipolla ed erbe aromatiche (salvia, timo, basilico, prezzemolo, capperi, ecc.)
  • Un sacchetto di noci sgusciate. Possono essere aggiunte alle insalate per fornire il giusto apporto proteico, soprattutto per chi è vegano, o consumate semplicemente come pratico snack da portare con sè, per evitare cioccolatini, merendine, caramelle e dolciumi vari.
  • Frutta mista. Oggi ho comprato banane, arance, kiwi, mele, pere, mandaranci. Il mio fruttivendolo la vende ad un euro al kg: un ottimo modo per riempire la busta senza spendere molto e assicurandosi una giusta varietà per tutta la settimana. Consiglio sempre di comprare frutta e verdura di stagione sia per una questione economica, ma soprattutto per evitare i prodotti di serra o che hanno dovuto viaggiare a lungo in celle frigorifere.
  • Un bel mazzetto di asparagi. Ottimi cotti a vapore o stufati e conditi con olio, limone o aceto di mele, oppure per un ottimo risotto o un'appetitosa frittata.
  • Zucchine. In genere le aggiungo al minestrone o le cuocio al forno con un pò di pomodoro, aglio ed erbe aromatiche e le condisco con un filo d'olio extravergine d'oliva a crudo, ma sono ottime anche per condire pasta, riso, farro o altri cereali.
  • 3 grossi finocchi. Meglio mangiarli crudi all'insalata, ma sono ottimi anche stufati in padella con pezzetti di zenzero, cipolla, pepe nero e un pò di vino bianco. Ricordate di condirli con olio evo a crudo, in modo da mantenere intatte le proprietà organolettiche dell'olio. Non gettate le parti esterne. Tagliatele in piccoli pezzi, sciacquatele con acqua e bicarbonato e aggiungetele al vostro minestrone.
  • Una confezione di funghi champignons. Ottimi per condire pasta, riso o polenta (sia in bianco che con un pò di pomodoro tagliato a dadini).
  • Carote. Ottime non solo nelle insalate miste, nei sughi e nel minestrone, ma anche come snack spezzafame. Vi consiglio di consumarle anche centrifugate con mele, limone e arance (vanno bene anche pompelmo e mandarini): un vero concentrato di vitamine A C E!
  • Lattuga, sedano, rughetta
Un ultimo suggerimento antispreco: ricordate di non buttare le scorze degli agrumi. Sono davvero eccezionali per profumare sia i grandi ambienti che armadi e cassetti. Si possono essiccare per comporre deliziosi pout pourri con chiodi di garofano, pezzetti di cannella e petali di fiori. In particolare le bucce d'arancia con qualche chiodo di garofano tengono lontane le tarme da armadi e dispense.


giovedì 4 dicembre 2014

Il danno alimentare nell'alimentazione dei bambini

Durante le mie lezioni di geografia ambientale, ecologia e nutrizione ecosostenibile come attività di laboratorio in genere assegno ai miei studenti la redazione di un diario alimentare. Premetto che lo scopo non è mai quello di intervenire sulla loro dieta dal punto di vista medico o della prevenzione primaria delle numerose patologie provocate da un'alimentazione sbagliata, ma semplicemente quello di mostrare l'impatto ambientale dell'alimentazione occidentale, i costi sociali e la ricaduta in termini etici ed economici degli allevamenti e dell'agricoltura intensiva, dell'eccessivo consumo di proteine animali, di farmaci e in generale di prodotti industriali, pieni di additivi.
Purtroppo le mie lezioni sulla nutrizione etica ed ecosostenibile si scontrano inevitabilmente con l'enorme quantità di cibi artificiali, pubblicizzati in modo aggressivo e criminale, che i genitori propinano ai loro figli quotidianamente. Bastoncini, spinacine, sofficini, biscottini, merendine, patatine, formaggini e tutti gli -ini e i diminutivi possibili che convincono i consumatori che siano questi gli alimenti adatti ai bambini. Niente di più sbagliato! Il dramma sta nel fatto che proprio la nutrizione dei bambini sia diventata la peggiore possibile: biscotti, dolciumi, creme spalmabili, bibite zuccherate, pan carrè, sughi pronti, troppa carne, troppo latte, poca verdura e pochissima frutta. A ciò aggiungiamo da un lato i veleni veicolati dai distributori automatici e da molte mense scolastiche, mentre dall'altro lato si fanno progetti curriculari ed extracurriculari di educazione alla salute, educazione ambientale e tutte le educazioni possibili... quando poi la sola vera educazione che manca è quella civica, quella che dovrebbe insegnare alle giovani generazioni (ma soprattutto ai loro genitori) ad essere cittadini consapevoli e responsabili, rispettosi di se stessi (e mi riferisco anche alla tutela della propria salute), degli altri e dell'ambiente.
Il danno alimentare purtroppo inizia dalle scelte dei genitori, che, per superficialità o mancanza di consapevolezza o responsabilità, si trasformano in consumatori inconsapevoli e irresponsabili quando si nascondono dietro l'alibi della mancanza di tempo. Manca il tempo per leggere le etichette, per cucinare, per scegliere le verdure di stagione, per educare i figli ad una corretta nutrizione. Figli che vengono lasciati sempre più spesso soli davanti a pc, tablet e tv. Figli che vengono accontentati sempre e comunque, non importa che si viva un periodo di crisi, basta che non diano fastidio e che non ci stressino.
Il crimine più grande non consiste tanto nel fatto che l'industria alimentare lanci sul mercato una miriade di prodotti pieni di additivi (conservanti, coloranti, zuccheri aggiunti, edulcoranti artificiali, stabilizzanti, esaltatori di sapidità, ecc.) per mascherare la bassa qualità degli ingredienti usati, quanto nel fatto che la pubblicità aggressiva miri a convincere il consumatore inconsapevole ed inesperto che tali prodotti siano salutari, freschi e genuini. Ora io mi chiedo: ma cosa ci potrà mai essere di sano, fresco e genuino in biscotti, dolciumi, merendine, patatine, snacks prodotti e confezionati mesi prima? Cosa si nasconde dietro la dicitura "aromi"? Che tipo di aromi sono stati utilizzati? E cosa sono quegli ingredienti che di certo non si vendono sfusi al mercato rionale o dal fruttivendolo? Cosa sono i carragenani, il glutammato monosodico, il carbonato di ammonio, il tartrato di potassio, lo sciroppo di glucosio, la lecitina di soia? Sappiamo a cosa servono? Forse li utilizziamo nelle nostre cucine quando prepariamo un dolce o un piatto salato? Stiamo tanto tempo su internet, eppure non abbiamo il tempo (o la voglia?) di fare una ricerca e documentarci su questi additivi che ingeriamo ogni giorno, anche quando mangiamo quello che pensiamo sia sano. Li troviamo nello yogurt, nei biscotti bio, nei crackers, nei sughi pronti, nelle bibite gassate... per non parlare poi del junk food.
Etichette lunghissime, piene di ingredienti, la maggior parte dei quali sono additivi. Eppure è tutto scritto. Sarebbe facile rendersi conto di ciò che si ingerisce, se solo imparassimo a diventare consumatori consapevoli e responsabili ed educassimo così i nostri figli.
A quelle mamme che si lamentano con me del fatto che i loro figli mangino pacchi interi di merendine, rispondo dicendo che la spesa la fanno i genitori, non i bambini. Sta a loro educarli ad un'alimentazione sana e al movimento fin da piccoli. Non si può pretendere che il bimbo mangi le verdure se i genitori non le cucinano e non le mangiano. Non è vero che non c'è tempo per cucinare. Preparare un'insalata, fare un frullato, dare la frutta a merenda invece dei dolciumi industriali, limitare il consumo di carne e latticini, peferire i cereali integrali da coltivazione biologica, evitare di comprare le bibite gassate non fa perdere ore in cucina. E' l'attenzione e la responsabilità che mancano, non il tempo!
L'obesità infantile aumenta, così come tutte le patologie cardiovascolari dovute ad un tipo di alimentazione scorretta e squilibrata. Aumentano i danni ambientali, la quantità di rifiuti prodotti (e mi riferisco anche al packaging), lo sfruttamento degli animali e la crudeltà con cui sono trattati, costretti a vivere in spazi angusti, alimentati con mangimi trattati con prodotti chimici, riempiti di farmaci anche in modo preventivo. Vacche da latte che soffrono di mastite perchè munte di continuo e in modo sconsiderato, galline costrette a fare uova in batteria dove le luci non si spengono mai, impossibilitati a pascolare, razzolare, riposare... sono questi gli animali (ivi compresi i loro prodotti) che entrano nella nostra dieta e in quella dei nostri figli.
Ma una via d'uscita esiste e credo sia ormai un imperativo categorico percorrerla. Eccovi dunque qualche consiglio:

limitare il consumo di proteine di origine animale

preferire prodotti a km zero e possibilmente da agricoltura biologica 

rispettare la stagionalità

leggere le etichette cercando di limitare l'acquisto di prodotti con più di cinque ingredienti

cercare di diventare consumatori responsabili, rispettando l'ambiente e tutelando la nostra salute. 

domenica 17 agosto 2014

La fretta di dimagrire fa dimagrire in fretta?

Dimagrire in fretta, sembrare più giovani in fretta, vivere di fretta. Ecco cosa desidera la maggior parte delle persone e come si relaziona con la vita e le abitudini... ma perchè? Perchè non si ha fretta di smettere di fumare, di inquinare, di prendere l'auto per percorsi brevi, di usare l'ascensore, di essere pigri, di mangiare in modo sregolato?

Spesso mi si chiede quanto tempo sia necessario per perdere 10 kg, come se fosse un'operazione matematica uguale per tutti e che funziona sempre e comunque. Non è così. Non c'è un tempo cronometrabile che vada bene per tutti e soprattutto questo approccio alla dieta non rientra nell'educazione alimentare di cui mi occupo.
In assenza di patologie specifiche (nel qual caso ci si dovrà rivolgere ad un medico), se si vuole perdere peso, si possono seguire due vie: andare da un nutrizionista, che ci consiglierà una dieta personalizzata, organizzando i nostri pasti in base all'apporto calorico dei cibi, fornendoci un programma alimentare in genere settimanale con menu specifici da seguire, in cui sono elencate le quantità dei singoli alimenti, oppure fare educazione alimentare

Quali sono dunque le differenze? L'educazione alimentare, come dice la parola stessa, educa alla corretta nutrizione, a partire da suggerimenti su come fare la spesa, come leggere le etichette, scegliere i cibi, combinarli, cucinarli e condirli nel modo più sano possibile. Il gusto è un'abitudine e pertanto va educato. Come? Alimentandoci nel modo giusto, masticando nel modo giusto, dedicando il giusto tempo alla spesa e alla nutrizione, facendo una moderata ma costante attività fisica.  Non c'è bisogno di andare in palestra o diventare sportivi per forza: basta camminare, fare le scale, muoversi ed essere attivi.

Quando si inizia a mangiare in modo sano, scegliendo cibi di qualità, il nostro organismo viene educato a prediligere alimenti naturali. Lentamente sarà proprio il nostro corpo a guidarci verso un'alimentazione corretta. Smetteremo di desiderare cibo spazzatura e ci orienteremo automaticamente verso alimenti di qualità. Più ci disintossichiamo dal junk food e meno ne saremo attratti. Parallelamente inizieremo a sentirci molto meglio, più attivi, meno gonfi e anche più felici. 

Prima di iniziare a studiare naturopatia, erboristeria ed educazione alimentare ho provato su me stessa quello che chiamo "il mio percorso del benessere". Non è un percorso veloce, ma è assolutamente duraturo e soddisfacente. Chi l'ha provato sa che la percentuale di fallimento è davvero bassissima, proprio perchè non si basa su diete restrittive, mortificanti o prescrittive. Non c'è bisogno di usare bilance di precisione, di stressarsi contando i grammi, di seguire un menu imposto o peggio ancora di assumere farmaci o integratori. Niente di tutto questo! Il segreto sta nella nostra voglia di sentirci bene.

Per seguire un programma di educazione alimentare c'è bisogno di due soli ingredienti: consapevolezza e responsabilità. Consapevolezza perchè non possiamo ignorare gli effetti deleteri dei cibi industriali, dell'eccesso di alcool, zuccheri, grassi e proteine animali. Responsabilità perchè dobbiamo comprendere che siamo noi gli artefici della nostra salute, non possiamo affidarla a pillole, medicinali, integratori, deresponsabilizzandoci completamente e soprattutto avendo fretta di dimagrire.
Facciamoci questa semplicissima domanda: per quanto tempo ci siamo alimentati in modo sbagliato? Anni? Forse decenni? Beh, ora diamo il tempo al nostro organismo di recuperare, acquisire abitudini sane e nutrirsi nel modo corretto... senza fretta, senza stress e soprattutto senza ossessioni e senza forzature.


Image courtesy of Jeanne Claire Maarbes at FreeDigitalPhotos.net

lunedì 16 giugno 2014

Lo zafferano oltre il risotto alla milanese

Sicuramente tutti conoscono lo zafferano, ma quanti di noi lo usano regolarmente nella propria dieta aldilà del famoso risotto alla milanese? Le innumerevoli proprietà dello zafferano dovrebbero invogliarci ad un uso più frequente di questa spezia davvero interessante.
In questo articolo, più che sulle proprietà fitoterapiche (lo zafferano è infatti emmenagogo, antiaggregante piastrinico, spasmolitico uterino, emolitico, tussifugo, sedativo del sistema nervoso centrale), vorrei concentrare l'attenzione su quelle più specificamente alimentari. 
Usarlo come aromatizzante e come condimento in cucina conferisce non solo un aspetto migliore e un sapore delizioso alle nostre pietanze, ma ci dà la possibilità di beneficiare delle proprietà carminative, antifermentative, digestive, eupeptiche e stomachiche. Lo zafferano quindi ci aiuta a facilitare la digestione e ad evitare l'accumulo di gas intestinali che producono gonfiore, meteorismo e flatulenza.
Eccovi quindi dei suggerimenti su come inserirlo nella dieta e alcune ricette facili e veloci.
  • Potete aggiungerlo all'acqua di cottura di pasta e riso
  • Si può usare come condimento durante la cottura di carne, pesce e verdure
  • Si può aggiungerlo alla farina o al pan grattato per la panatura
  • Si può cospargerlo sulle pietanze appena cotte poco prima di servire in tavola, avendo cura di mescolare bene
PENNETTE ZAFFERANO E MENTUCCIA

In questa ricetta le proprietà carminative, antifermentative, digestive, eupetiche e stomachiche dello zafferano sono esaltate dai principi attivi presenti nella mentuccia e nel pepe.
Ingredienti per porzione: 60 gr di pasta, zafferano, sale, pepe nero, mentuccia biologica, un cucchiaino di olio evo.
Procedimento: Far bollire l'acqua con lo zafferano conservandone a parte una piccolissima quantità. Cuocere la pasta al dente. Scolarla e saltarla in una padella antiaderente col pizzico di zafferano rimasto e qualche goccia d'acqua di cottura. A fuoco spento aggiungere pepe, olio evo e mentuccia spezzettata. Mescolare e servire. 

PATATE ALLO ZAFFERANO

Ingredienti per porzione: 2-3 patate medie, uno spicchio d'aglio, erbe aromatiche, sale, pepe, olio evo, zafferano.
Procedimento: tagliare le patate a fettine piuttosto regolari e sistemarle in una pirofila da forno. Condire con zafferano, aglio tritato, erbe aromatiche (in base al gusto e alla disponibilità potete scegliere tra salvia, rosmarino, origano, santoreggia, timo, etc) sale e un bicchiere d'acqua. Far cuocere fino a leggera doratura. A fuoco spento aggiungere un cucchiaino di olio evo e pepe macinato al momento.

POLPETTE DI PANE AROMATICHE

Ingredienti per porzione: 100 gr di pane raffermo, un uovo, aglio, zafferano, sale, pepe, erbe aromatiche, farina, pan grattato, olio evo
Procedimento: ammorbidire il pane nell'acqua e strizzarlo. Aggiungere l'uovo, il sale, il pepe, lo zafferano, l'aglio tritato, un pò di pan grattato e un bel pò di erbe aromatiche. Fare delle palline e infarinarle (ricordate che potete aromatizzare anche la farina e/o il pan grattato con lo zafferano). Passarle nel pan grattato e friggerle in padella o cuocerle in forno.

Un ultimo suggerimento generale per abituarsi all'uso dello zafferano: usatelo in sostituzione del dado e avrete piatti più gustosi e soprattutto molto più salutari.

sabato 22 marzo 2014

Impariamo a conoscerci

In base alla mia esperienza quotidiana, ho avuto modo di notare che oggi la maggior parte delle persone conosce meglio le funzioni del telefonino, del tablet o del laptop che quelle del corpo umano.
Direi che davvero qualcosa non va! Purtroppo, nonostante i continui progressi della scienza e della medicina, non conosciamo noi stessi, non sappiamo come prenderci cura della nostra salute, cosa mangiare, gli effetti dei vari cibi sul nostro metabolismo, ma soprattutto non siamo disposti ad impegnarci per star bene. Troppi farmaci, troppi integratori, troppe diete (molto spesso copiate da riviste e siti web senza alcun consulto medico)... eppure basterebbe fare un pò di movimento e alimentarsi in modo corretto. Detto così sembra facile e finanche troppo ovvio, ma i dati reali sono allarmanti.

Gli adulti e ancor più i ragazzi e i bambini sono sovralimentati e nutriti sempre più spesso con cibi industriali, si cucina poco, si comprano sempre più cibi pronti, si va sempre più spesso al fast food, si mangiano pochissime verdure, pochissima frutta, si beve poca acqua, si preferiscono bibite gassate e piene di zuccheri naturali o artificiali (ovvero quelli contenuti nelle bevande light). Ciò ha come effetto l'enorme diffusione di patologie che derivano proprio da una cattiva alimentazione (patologie cardiovascolari, obesità, sovrappeso, cellulite, diabete, tumori, ecc.) e a cui le nuove generazioni sono sempre più esposte. 
Si mangiano troppi grassi e proteine di origine animale, troppi zuccheri e prodotti di farine raffinate... insomma troppi prodotti industriali. Ci si nasconde dietro l'alibi della mancanza di tempo, quando invece il tempo c'è, ma si preferisce utilizzarlo facendo altro. Vi faccio un esempio: se dedicassimo un pò di tempo a fare una buona spesa, a cucinare in modo sano, a leggere le etichette, a camminare di più, a muoverci di più, sottraendo questo tempo alle ore passate online o nel traffico, non solo ne beneficeremmo a livello fisico, ma anche psicologico. 
Meno proteine animali, meno grassi animali, meno grassi idrogenati (margarina), meno bibite light con dolcificanti artificiali, meno conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità, meno malattie e soprattutto meno stress. Cerchiamo di non dimenticare che tutte queste patologie a cui ci esponiamo hanno un elevatissimo costo sociale e che anche lo stress è una patologia, per cui facciamo attenzione a non sottovalutarlo!
Basterebbe eliminare i cibi industriali, privilegiare le proteine di origine vegetale e lasciare spazio a frutta, verdura, legumi e olio extra vergine d'oliva. In quanto al tempo da passare in cucina, non è affatto vero che mangiare in modo sano significhi restare davanti ai fornelli per ore. Le verdure possono essere anche consumate crude, mangiare frutta al posto di dolciumi e merendine varie, preferire pasta o riso integrale, legumi al posto della carne, bere un the al posto del cappuccino iperzuccherato accompagnato da una fettina di pane integrale con miele o marmellata senza zuccheri aggiunti al posto del classico cornetto (che molto spesso è precotto, surgelato e poi infornato), dolcificare con miele o sciroppo d'acero al posto dello zucchero bianco, bere acqua al posto di bibite gassate sono tutte abitudini che non fanno certo perdere più tempo in cucina. Non si tratta di farsi il pane o la pasta in casa, ma semplicemente di mangiare in modo consapevole, ossia di capire cosa c'è scritto sulle etichette e di evitare il più possibile i cibi industriali con più di cinque ingredienti.
Ciò che mi fa riflettere (e non poco) è perchè questi accorgimenti, che sembrano così ovvi e facili da mettere in pratica, per la maggior parte delle persone siano vissuti quasi come una condanna a morte, quando do loro qualche semplice consiglio per migliorare l'alimentazione e la qualità della loro vita. La cosa che mi viene chiesta più spesso è se esiste una pillola o un integratore per migliorare il loro stato di salute. Non ci si rende conto che la salute dipende soprattutto da noi e dal nostro impegno a tutelarla.
La vera condanna a morte è il junk food, il fumo e la sedentarietà!
Se imparassimo a conoscerci, sapremmo come prenderci cura di noi stessi.

lunedì 10 marzo 2014

Vogliamo essere sani o malati?

Ippocrate diceva: "Quando qualcuno desidera la salute, bisogna chiedergli se è disposto a eliminare le cause della sua malattia. Solo allora è possibile aiutarlo".
Questa massima potrebbe sembrare ovvia, ma non lo è. Perchè? Vi faccio qualche esempio. Eccovi le risposte che mi danno, quando qualcuno mi chiede consigli per migliorare il proprio stato di salute:
 
- Dovresti smettere di fumare - Eh, impossibile! Non c'è un'altra soluzione?
- Dovresti evitare i cibi industriali - E allora che mangio? Nulla?
- Dovresti evitare zucchero bianco, dolciumi e bibite zuccherate - Ma non vanno bene i prodotti light senza zucchero?
- Evita di bere il latte - E come faccio a fare colazione?
- Dovresti assumere più vitamine e minerali mangiando frutta e verdura - Ma non faccio prima con un integratore o una pillola?
- Dovresti fare più movimento - Non ho tempo!

Il modo superficiale e pigro con cui molti si relazionano con la propria salute è indicativo della vera causa dei tanti disturbi che ora affliggono la società consumistica e che potrebbero essere facilmente evitati se solo ci si prendesse cura di sè con impegno e responsabilità.
Ora io mi chiedo: perchè sembra così difficile seguire un'alimentazione sana e fare un pò di moto? Perchè, al contrario, è così facile imbottirsi di farmaci e/o integratori? La risposta è una sola: ci si deresponsabilizza e non si comprende che la salute e il benessere dipendono soprattutto dalla nostra partecipazione attiva. Se la nostra auto dev'essere revisionata, se la nostra casa e i nostri elettrodomestici hanno bisogno della normale manutenzione ordinaria, perchè non accettiamo il fatto che la prevenzione e un corretto stile di vita siano molto più importanti di farmaci vari?
Il problema dell'alimentazione è che è solo una questione di abitudine e, si sa, per molti le abitudini sono dure a morire. Se decidiamo di seguire un'alimentazione consapevole, liberandoci a poco a poco di tutto il junk food che ci viene propinato da una pubblicità aggressiva, che ci vuole consumatori passivi, se decidiamo di volerci bene e iniziare il nostro percorso del benessere, ci renderemo conto già in poche settimane di quanto migliorerà il nostro stato di salute. Questo non significa per forza diventare crudisti o vegani o andare tutti i giorni in palestra, ognuno ha i suoi tempi... ma l'importante è iniziare!

martedì 11 febbraio 2014

I cinque consigli per usare al meglio l'olio d'oliva

L'olio d'oliva, meglio se extra vergine, gioca un ruolo importante nella cosiddetta dieta mediterranea. A questo proposito è importante precisare cos'è la dieta mediterranea. Erroneamente molti pensano che sia la dieta tipicamente italiana, fatta di pasta al ragù e pizza margherita. In realtà non è così. 
Per dieta mediterranea s'intende quel particolare regime alimentare seguito per secoli dagli abitanti delle regioni che si affacciano sul mediterraneo (dunque non solo l'Italia). Cosa mangiavano quindi i nostri avi, che erano soprattutto contadini o legati comunque alla cultura contadina? Soprattutto cereali integrali (ancora non si era diffusa la pratica della raffinazione e della produzione delle farine bianche), legumi, verdura, ortaggi, frutta fresca, frutta secca, olio d'oliva. Per cereali non si intende solo il frumento, ma anche farro, avena, segale, sorgo, riso, più raramente miglio. Essi costituivano il tipico piatto unico della tradizione contadina, accompagnati da legumi quali fave, ceci, lenticchie, cicerchie e condito con olio d'oliva.
Questo straordinario condimento, ricco di polifenoli, svolge azioni positive sulla nostra salute: è infatti un vero e proprio antiossidante naturale ed è considerato da molti studiosi un rimedio importante per la prevenzione di malattie quali cancro e patologie cardiovascolari.

Quali sono dunque i suggerimenti da seguire per utilizzare al meglio l'olio d'oliva?

1. Innanzi tutto ricordate di scegliete un olio extra vergine di agricoltura biologica certificata. Il che significa che non sarà economico, ma vi assicuro che per la nostra salute vale davvero la pena spendere qualche euro in più, considerato poi che, usato in modiche quantità, non durerà certo una settimana!
2. Assicuratevi che sia spremuto a freddo. Quindi fate bene attenzione alle informazioni presenti sull'etichetta.
3. Un buon olio è contenuto in bottiglia di vetro scuro, in modo tale che non vengano alterate le caratteristiche organolettiche.
4. Conservate l'olio lontano dal piano cottura, dai fornelli e dalla luce diretta del sole. Il posto ideale è nella vostra dispensa, in un luogo fresco e asciutto al riparo dalla luce del sole.
5. Usatelo preferibilmente a crudo (per non alterarne le caratteristiche organolettiche). A questo proposito vi do qualche suggerimento che ho sperimentato di persona. Non è necessario sfriggere per ottenere sughi e zuppe saporite. Basta mettere tutti gli ingredienti in pentola (aggiungendo a poco a poco acqua calda quanto basta nel caso di minestroni, zuppe, pasta con legumi, ecc.) e cuocere fino a cottura ultimata. A fuoco spento aggiungere un cucchiaino d'olio ed erbe aromatiche a scelta (basilico, origano, salvia, timo, prezzemolo, ecc.). Far riposare un minuto e servire. Vi assicuro che il sapore della vostra pietanza sarà esaltato dall'olio a crudo e anche la vostra salute ne beneficerà.

Ricordate inoltre di evitare condimenti grassi di origine animale (burro, sugna, strutto) e grassi vegetali idrogenati (margarina).


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