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sabato 13 ottobre 2018

Il mio percorso del benessere: come ho curato la mia dipendenza dagli zuccheri




Che gli zuccheri creino dipendenza è vero e l’ho sperimentato di persona. Fino a qualche anno fa sentivo il “bisogno” di qualcosa di dolce al termine del pasto, mi capitava di mangiare biscotti, dolciumi vari, cioccolatini e usavo tanto zucchero nel the. Poi, piano piano, ho voluto sperimentare su me stessa gli effetti di un regime alimentare diverso. Giuro che non ho fatto alcun sacrificio, anzi mi è venuto spontaneo e naturale ed è stato un vero e proprio piacere. Più studiavo e mi informavo, più mi veniva la curiosità di mettere in pratica quello che chiamo “il mio percorso del benessere”.

Ora a casa mia non ci sono più merendine, dolciumi, snack, dessert industriali, prodotti con zuccheri aggiunti... a dir la verità non c'è neanche un pacco di zucchero. La cosa meravigliosa è che non solo non li mangio più, ma non mi viene alcuna voglia di comprarli quando li vedo in bella mostra al supermercato. Mi concedo una fettina di dolce casalingo se me lo offrono, qualche quadretto di cioccolata fondente (quella con almeno il 60% di cacao, non quella che spacciano per fondente anche se non lo è), marmellata fatta in casa a colazione, frutta secca (datteri, fichi, albicocche, mandorle, noci, nocciole) e dolcifico tassativamente con miele sciroppo d’acero, di agave o di fiori di sambuco (che sono anche più gustosi dello zucchero).

La mia giornata inizia con una sana colazione. Rigorosamente seduta a tavola, senza fare corse per casa. Mi sveglio 15 minuti prima e vi assicuro che quando diventa un’abitudine non è affatto un sacrificio. D’inverno bevo the o tisane dolcificate con miele crudo (quello che cristallizza, non quello liquido), a cui aggiungo due fette biscottate integrali con un pò di marmellata di frutta biologica o del miele (mi piace variare, ma in genere uso quello di arancio, limone, eucalipto, acacia e tiglio) e un frutto. D'estate a volte mangio uno yogurt cremoso (adoro quello greco), a cui aggiungo frutta fresca e avena (non uso cereali dolcificati di produzione industriale… se voglio qualcosa di particolarmente gustoso aggiungo all’avena pezzetti di frutta secca e qualche scaglia di cioccolato fondente extra). Mi diverto anche a preparare tanti frullati, spremute e smoothies fatti con frutta fresca di stagione.

A pranzo e a cena, variando le verdure, i cereali e l’apporto proteico si possono preparare un’infinità di piatti. D’estate il mio pranzo tipico è una bella insalata piena di verdure diverse a cui aggiungo o noci o filetti di salmone o scaglie di parmigiano e dei crostini di pane integrale.

E per quando mi viene fame nell’arco della giornata ho trovato una soluzione semplice e pratica: qualche nocciola, qualche mandorla o qualche gheriglio di noce… senza esagerare, dato che contengono molte calorie. Se non vado di fretta e non lavoro, invece, mangio frutta fresca (in genere una bella banana).

Vi assicuro che non è un sacrificio. Mi sento molto meglio e sono riuscita a risolvere tanti problemini di salute senza alcuna terapia farmacologica. Ricordate però che una dieta equilibrata è inutile se non camminate, non fate le scale, non vi muovete!

mercoledì 20 luglio 2016

I 10 errori alimentari più comuni

Un regime alimentare dovrebbe essere frutto di una scelta consapevole e responsabile, non di semplici abitudini  tramandataci spesso passivamente dai nostri familiari e da reiterare altrettanto passivamente, senza interrogarci su quanto la nostra dieta possa essere salutare per noi, per i nostri figli e per l'ambiente in cui viviamo.   
Se è vero che la cultura gastronomica identifica e caratterizza paesi, regioni e anche piccole entità geografiche, e che quindi va salvaguardata come tale, è anche vero che bisogna tener conto dei cambiamenti climatici, delle nuove scoperte scientifiche, della possibilità o meno di reiterare dei modelli alimentari che non sono più in linea con i tempi e che possono risultare estremamente dannosi, esponendoci a patologie anche gravi (obesità, problemi cardiocircolatori, ipertensione, allergie, intolleranze, etc.), che possono influire sia sull'aspettativa di vita che sul grado di benessere psicofisico.
Un primo passo per prendere coscienza è quello di capire quali sono gli errori alimentari più comuni, spesso frutto di inconsapevolezza e superficialità. Alcuni sono davvero facili da correggere, per altri invece occorre un pò di impegno e soprattutto un pò di pazienza. Per far sì che un comportamento (buono o cattivo che sia) diventi un'abitudine c'è infatti bisogno di un pò di tempo. Ciò significa che se abbiamo maltrattato il nostro organismo per trenta o quaranta anni, non possiamo pretendere che all'improvviso, dopo una settimana di dieta sana e alimentazione naturale, cambi tutto e per sempre. Cerchiamo quindi di individuare le nostre cattive abitudini e di armarci della giusta dose di pazienza per migliorare il nostro stato di salute e prevenire serie patologie.

Eccovi dunque la lista dei più comuni errori alimentari:

1. Considerare le verdure un semplice contorno. In realtà le verdure dovrebbero costituire la pietanza principale, accompagnate da cereali e alimenti con apporto proteico, meglio se di origine vegetale, quali i legumi.
2. Non mangiare frutta o consumarla a fine pasto. Se si mangia la frutta a fine pasto, la costringiamo a restare nell'intestino più a lungo di quanto sarebbe sufficiente, provocandone la fermentazione. Meglio consumare frutta a colazione o come semplice snack, al posto di merendine e dolciumi vari.
3. Mangiare il formaggio come un contorno. Niente di più sbagliato! E' inutile e dannoso sovraccaricare il pasto con altri grassi e altre proteine.
4. Utilizzare la margarina pensando che sia più “leggera” di olio e burro. La margarina è un grasso idrogenato, il che significa che non è un prodotto naturale, ma di sintesi. Per rendere gli oli vegetali solidi viene addizionato idrogeno.
5. Mangiare prodotti raffinati (zucchero bianco e prodotti delle farine bianche). La lavorazione industriale non solo impoverisce gli alimenti, ma usa prodotti di sintesi per sbiancarli.
6. Usare dolcificanti industriali al posto dello zucchero. Così facendo utilizziamo un prodotto di sintesi al posto di uno naturale. I migliori dolcificanti, a mio parere, sono miele e sciroppo d’acero.
7. Bere bibite gassate zuccherine, peggio ancora se in versione diet. Sono ricche di coloranti, conservanti e dolcificanti industriali.
8. P
referire fette biscottate e grissini al pane, ritenendoli più leggeri. Eccovi il contenuto di kcal per 100 gr di prodotto a confronto:
PANE: 279 – PANE INTEGRALE: 243 – GRISSINI: 380 – FETTE BISCOTTATE: 409
9. Preferire cibi industriali a cibi naturali (salse pronte, piatti pronti, cibi precotti, dolciumi vari, biscotti, sughi pronti, insaccati, sottilette, wrustel, ecc.).

10. Eccedere con alcool e caffè.


A ciò vorrei aggiungere qualche indicazione generale: innanzi tutto evitiamo il fumo, muoviamoci di più e cerchiamo di limitare al massimo i prodotti industriali. Non solo sono più calorici, ma contengono una lista di ingredienti artificiali (coloranti, conservanti, grassi idrogenati, esaltatori di sapidità, edulcoranti) di cui non abbiamo bisogno. Personalmente evito il più possibile di consumare cereali a farina bianca e da anni non utilizzo lo zucchero bianco. In realtà la farina bianca e lo zucchero bianco non esistono, in quanto vengono sbiancati con prodotti e procedimenti industriali a carattere chimico. Ricordate però di optare per cibi da agricoltura biologica, se scegliete quelli integrali.

mercoledì 13 luglio 2016

L'inganno dei programmi dimagranti miracolosi

Non so se ci avete fatto caso anche voi, ma ho notato che i post più diffusi e condivisi sui social e sul web in generale sono i programmi dimagranti e le diete fai da te (e non solo durante la stagione primaverile ed estiva).
Pare che senza restrizioni, senza sacrifici, senza rinunce e (udite udite) senza un'attività fisica regolare si riescano a perdere fino a 15 kg in un mese o poco più. Non siete convinti? Inviate un messaggio privato e lo scoprirete (almeno questo è l'iter da seguire a cui rimandano i post). La solita tattica di marketing trita e ritrita: un segreto da svelare solo a pochi "iniziati", una scoperta miracolosa che pare che il mondo non debba sapere (e allora a che serve tutta questa pubblicità martellante?), un ritrovato eccezionale che promette risultati soddisfacenti e soprattutto veloci.
Volete fare ancora prima? Ve lo dico io come si può dimagrire così tanto e così in fretta (sebbene sul "così in fretta" non ci giurerei).
- Dieta iperproteica: è un regime alimentare squilibrato poichè prevede un apporto di proteine maggiore di quello che in genere è consigliato (ossia che oscilla tra 0.8 e 1.2 grammi di proteine per kg di peso corporeo). Un programma alimentare di questo tipo, con un apporto di 1.8/2.2 grammi di proteine per kg di peso corporeo, affatica il sistema renale ed epatico, in quanto il nostro organismo non solo ha bisogno di più tempo e più energie per metabolizzare le proteine piuttosto che carboidrati o grassi, ma produce più scarti (i cosiddetti residui azotati). Questa dieta può essere seguita in casi specifici (ad esempio atleti che praticano sport di potenza muscolare) sotto stretto controllo medico, ma di certo non è consigliata per la prova costume.
- Dieta ipocalorica con integratori sostitutivi di un pasto (frullati, bibite, barrette, snack): è un programma alimentare che ha alle spalle un'ottima operazione di marketing, ma che veicola un messaggio del tutto sbagliato sia dal punto di vista educativo che alimentare. Se vogliamo indirizzarci verso una dieta sana che ci faccia perdere peso, allora che senso ha ricorrere agli integratori e ai pasti sostitutivi? Non sarebbe meglio abituarci a seguire delle buone abitudini alimentari? Per quanto tempo riusciremo a sostituire il pranzo o la cena con questi prodotti industriali? Cosa succederà quando smetteremo di assumerli dopo aver perso peso? Sappiamo con certezza quali sono gli ingredienti in etichetta e che effetto potrebbero avere sul nostro metabolismo? 
In realtà se si dimagrisce è perchè il programma alimentare è di per sé ipocalorico, il che significa che se limitassimo autonomamente la quantità di cibo assunta, dimagriremmo ugualmente e in modo più sano. Questo non è altro che un modo semplice per prenderci in giro. Forse potrà andar bene per chi è sempre fuori casa e non sa gestire il pasto ordinando le cose giuste in un bar o in un ristorante, ma non per chi vuole perdere peso per migliorare il proprio stato di salute. Una pessima idea, quindi, per le conseguenze sia a livello fisiologico che psicologico, a meno che non sia in atto una particolare e grave patologia per cui tali sostitutivi siano considerati dal medico specialista il male minore.
- Digiuno: sconsigliatissimo, a parte un giorno al mese di digiuno parziale (limitandosi ad assumere cibi ricchi di aqua e minerali, quali frutta e verdura cruda) a scopo disintossicante e non dimagrante.
- Uso di farmaci diuretici e/o lassativi: fanno perdere liquidi, non massa grassa ed inoltre non possono essere assunti per lungo tempo perchè possono causare sia assuefazione che effetti collaterali dannosi. Cerchiamo di ricordare che i farmaci devono essere prescritti dal medico in presenza di una reale necessità!
- Uso di integratori/farmaci per il controllo della fame: anche qui va seguito lo stesso consiglio di prima (la prescrizione va fatta dal medico a seguito di esami e diagnosi). Inoltre sarebbe opportuno capire la causa degli attacchi di fame. Se si tratta della cd "fame nervosa" non ha alcun senso curare il sintomo, ma bisogna risalire a monte del problema. Molto ovviamente dipende dal tipo di integratore: ci sono quelli che contengono fibre e mucillagini che danno un senso di pienezza e altri che lavorano sul sistema nervoso e che possono anche avere effetti anoressizzanti se usati in modo sbagliato e senza controllo medico.
- Uso di integratori/farmaci "bruciagrassi" (ossia con attività termogenica che accelerano il metabolismo) o che limitano l'assorbimento di alcune sostanze: possono fungere da coadiuvanti in un corretto programma alimentare che comprenda una regolare e moderata attività fisica e devono essere consigliati da specialisti. Anche qui assolutamente vietato il fai da te in quanto i prodotti che accelerano il metabolismo sono a base di caffeina e sinefrina, che hanno anche importanti effetti collaterali.
Al momento non conosco altri modi. Se credete nei miracoli, potete sempre pregare... Sempre meglio che cadere nella rete di aziende poco serie.

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martedì 12 luglio 2016

Le 10 regole per un regime alimentare sano e consapevole

Cerchiamo di fare un pò di chiarezza: non esistono bevande o pillole dimagranti! Non esistono diete miracolo a meno che non vogliate arrecare danni alla vostra salute e/o riprendere il peso perso in poche settimane!
Prendersi cura del proprio corpo richiede consapevolezza, impegno e responsabilità. 

Diffidate delle diete sulle riviste, dei ritrovati del momento e dei consigli sensazionali e "miracolosi". Se volete dimagrire c’è solo un modo: mangiare di meno e muoversi di più. Mi spiace deludervi, ma non c’è altra soluzione. 
Ovviamente ciò ha senso solo in assenza di patologie, nel qual caso è di fondamentale importanza consultare un medico specializzato in nutrizione. Dico specializzato perché purtroppo mi capita spesso di incontrare persone che mi dicono di aver avuto dal proprio medico (e non mi riferisco solo al medico di base, ma anche a endocrinologi, gastroenterologi, ecc.) la dieta "standard" per curare dei disturbi da cui sono affetti. Niente di più sbagliato, superficiale e oserei dire pericoloso. 
Cominciamo col dire che non esistono diete standard. Ogni individuo è unico e come tale va trattato, seguito e consigliato. Nel prescrivere o consigliare un determinato regime alimentare (sia in situazione fisiologica che patologica), si deve tener conto del gusto, delle peculiarità e anche delle abitudini di vita del paziente. 
Faccio un esempio: se il paziente è vegetariano o vegano non gli si può imporre di mangiare carne o pesce, ma si dovranno suggerire percorsi alternativi. Nessuna dieta funziona se il soggetto è costretto a mangiare ciò che non gradisce o se gli viene somministrata una dieta troppo restrittiva, che prevede sacrifici estremi, che hanno poi come conseguenza sofferenza psicologica e insoddisfazione. La nutrizione deve basarsi su scelte autonome e consapevoli, non su prescrizioni o imposizioni che seguono un protocollo generico. L'individuo deve pertanto essere e restare sempre soggetto attivo nelle proprie scelte alimentari, anche quando viene seguito da un medico, un naturopata, un nutrizionista o un educatore alimentare.
Premesso ciò, è comunque possibile evidenziare dei principi di base da seguire non (solo) in funzione di un dimagrimento, ma per indirizzarsi verso uno stile di vita sano, etico ed ecosostenibile senza troppi sforzi o sacrifici:
1. usare l’auto il meno possibile
2. usare l’ascensore il meno possibile
3. evitare tutte le bibite con zuccheri aggiunti (con o senza gas)
4. sostituire lo zucchero bianco con miele o sciroppo d’acero in piccole quantità
5. sostituire i prodotti a farina bianca con quelli a farina integrale di agricoltura biologica
6. evitare il più possibile i prodotti industriali pieni di zuccheri, grassi, sale e additivi vari (merendine, dolciumi, caramelle, salse pronte, pasti precotti, biscotti, dado da brodo, patatine, wrustel, sottilette, etc.)
7. mangiare la frutta sia fresca che secca come snack
8. non aggiungere formaggi al pasto come se fosse un completamento o un contorno
9. ridurre l’apporto di proteine animali a favore di quelle vegetali (legumi), abbinandole con cereali o pseudocereali (amaranto, quinoa)
10. non raddoppiare nei singoli pasti l’apporto di proteine e/o cereali (es. o pane o pasta o riso o patate, o carne o pesce o uova o formaggi o legumi o soia).

Ovviamente queste sono indicazioni generiche che riguardano l'educazione alimentare di base e che quindi dovrebbero far parte delle nostre abitudini alimentari quotidiane. Dato che così non è non solo per via della globalizzazione, dell'eccessiva industrializzazione dei processi produttivi, della diffusione dell'agricoltura e dell'allevamento intensivo (con gravi danni per la salute nostra e del pianeta), ma anche per motivazioni che dipendono da noi e ci riguardano di persona (quali pigrizia, inconsapevolezza, ignoranza, mancanza di responsabilità), la cosa più semplice è cercare di migliorare le proprie abitudini lentamente, senza strafare. Se cerchiamo di cancellare una cattiva abitudine a settimana, sarà molto più semplice correggere uno stile di vita non etico, non sano e non ecosostenibile. Non abbiamo scuse! La nostra salute dipende da noi, da quello che mettiamo nel carrello della spesa, da cosa e da come cuciniamo e soprattutto da come educhiamo le giovani generazioni. Cerchiamo di educarle alla salute, non alla malattia!

lunedì 14 marzo 2016

L'insostenibile messaggio dell'olio di palma sostenibile

Non so se vi siete accorti che ultimamente l'olio di palma è diventato sostenibile. Una campagna pubblicitaria ha iniziato il bombardamento televisivo del povero consumatore inconsapevole, sempre più confuso, che non sa più a chi credere e dove sia la verità, un pò per pigrizia, un pò per disinteresse, ma soprattutto per ignoranza. 
Nel caso vi foste persi lo spot (ma non credo, dato il martellamento quotidiano sui canali nazionali), potete trovarlo a questo link.
Allora iniziamo ad analizzare il testo del messaggio pubblicitario, recitato da una suadente e rassicurante voce femminile:

"è un olio che nasce da un frutto, che viene spremuto e purificato. Un olio di origine naturale, che non presenta rischi per la salute in una dieta bilanciata: è l'olio del frutto di palma, un ingrediente versatile, che può essere usato anche allo stato solido. La sua coltivazione sostenibile aiuta a rispettare la natura ed è promossa dall'unione italiana per l'olio di palma sostenibile. Per saperne di più visita oliodipalmasostenibile.it".

Pensiamo ora a quale potrebbe essere la reazione del consumatore medio se il testo fosse il seguente:

"è un olio che nasce da un frutto, che viene spremuto e lavorato industrialmente (i frutti altamente deperibili vengono sterilizzati subito dopo la raccolta, denocciolati, cotti, pressati, filtrati e raffinati in modo da far passare l'olio da un colore rossastro ad uno giallino tipico degli oli). Un olio vegetale che, al pari di qualunque altro alimento, non presenta rischi per la salute se si segue una dieta bilanciata: è l'olio del frutto di palma, un ingrediente versatile (data la resa e il basso costo di produzione, se paragonati a quelli di altri oli), che può essere usato anche allo stato solido, dato il contenuto relativamente alto di grassi saturi (se paragonato agli altri oli vegetali). La sua coltivazione sostenibile aiuta a rispettare la natura, perchè le foreste tagliate e bruciate vengono convertite in piantagioni da olio non subito ed illegalmente, ma dopo qualche anno, quando non si può più risalire all'originale destinazione d'uso di quel suolo, che resterebbe comunque inutilizzato".

Avrebbe lo stesso effetto? Tacere e/o nascondere dei dati corrisponde forse a dire la verità?
Non è questa la sede per fare la descrizione precisa del profilo nutrizionale di questo alimento per un semplice motivo: se anche fosse il miglior olio del mondo, se anche fosse la panacea di tutti i mali, per quanto mi riguarda sarebbe comunque veleno. Ma come credete che possa essere sostenibile qualcosa che per essere prodotta presuppone disboscamento, deforestazione, sfruttamento intensivo di suolo e persone?
Ah no, forse mi sbaglio.... Forse per sostenibile si intende ciò che sostiene gli interessi delle multinazionali. E cosa volete che valgano la tutela ambientale, la biodiversità, la difesa degli ecosistemi se paragonati al principio del massimo profitto?
Non sarà che forse le campagne pubblicitarie vengono lanciate proprio quando i consumatori stanno iniziando ad alzare la testa e a far sentire la propria voce orientando i consumi? Non è forse vero che i fondi si trovano quando qualcuno chissà dove inizia a temere che un po' di raziocinio e pensiero critico ci sia rimasto? Del resto il consumatore ideale dev'essere ignorante, passivo, inconsapevole ed irresponsabile....
A chi mi chiede se l'olio di palma faccia male alla salute, rispondo che non mi importa se sia nocivo o meno al nostro metabolismo. Potrebbe esserlo o non esserlo, non cambierebbe nulla. Non è questo il punto. Il problema è molto più semplice. Ciò che distrugge l'ambiente distrugge anche noi, la nostra salute e quella dei nostri figli. Come credete si possa essere sani in un ambiente inquinato, in un ecosistema in cui la biodiversità viene ridotta e molte specie sono perennemente a rischio estinzione, col conseguente sovvertimento della catena alimentare?
Per maggiori informazioni vi invito a leggere questo articolo, sperando ci faccia riflettere... e non poco. 

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mercoledì 13 gennaio 2016

Come fare una spesa veg settimanale a meno di 30 euro: la spesa di gennaio

Oltre ai suggerimenti generali, già indicati nel mio articolo precedente relativo alla spesa di marzo e in quello relativo alla spesa di aprile, vediamo cosa possiamo comprare a gennaio con meno di 30 euro per una spesa settimanale (le quantità sono ovviamente indicative e si riferiscono ad un consumo medio settimanale di cereali, frutta, e verdura di stagione per due persone). Premetto che i costi dei prodotti sono quelli stabiliti dai fruttivendoli e non si riferiscono quindi a quelli di supermercati e ipermercati, dove in genere frutta e verdura sono più care (soprattutto se vendute in imballaggi di polistirolo e pellicola trasparente, che oltre a far lievitare il prezzo fa aumentare la quantità di rifiuti che dovranno poi essere smaltiti).
 
  • Broccoli, broccoletti, cime di rapa. Ottimi se aggiunti a pasta, riso o minestrone, oppure semplicemente cotti a vapore e conditi con aglio, olio, limone. In particolare amo cucinare i broccoletti facendoli stufare nella loro acqua in una padella con coperchio a fuoco medio per qualche minuto. Quando i gambi sono diventati teneri, basta togliere il coperchio, aggiungere aglio tritato, olio evo, peperoncino e un pò di sale e far cuocere finchè l'acqua di cottura non sia evaporata. Un modo semplice e sano per evitare di sfriggere l'aglio o ripassarli in padella. In questo modo guadagneremo tempo e salvaguarderemo i principi nutritivi.
  • Radicchio. Consumatelo sia crudo (aggiunto ad insalate) che cotto. Oltre al classico risotto al radicchio, vi consiglio di stufarlo in una padella o un tegame basso. Fate un trito di cipolla e fatela soffriggere per pochi minuti in olio evo. aggiungete il radicchio affettato grossolanamente e procedete secondo le istruzioni fornite in basso per la zuppa di cipolle. Servite su crostini o accompagnato con riso bianco condito con olio, pepe e limone.
  • Carote, aglio, cipolle, sedano. Esistono diverse varietà di cipolle, in particolare è preferibile usare crude quelle rosse e cotte quelle bianche o dorate. Davvero deliziosa e facile da preparare è la zuppa di cipolle. Dopo averle affettate finemente, vanno cotte in un pò d'olio evo in un tegame con l'aggiunta di mezzo cucchiaino di zucchero. Quando saranno leggermente caramellate, bagnatele con del vino rosso, fate evaporare e coprite con del brodo vegetale fino a cottura. Servite la zuppa calda su crostini e conditela con un filo d'olio. Per rendere la zuppa più leggera e digeribile, basta aggiungere semi di finocchio, un pò di origano (o maggiorana) e peperoncino. Ricordate inoltre che le carote possono essere anche centrifugate, aggiunte a frullati di frutta (in questo caso andranno prima sbollentate) o inserite nella preparazione di muffins e torte, magari con l'aggiunta di noci, mandorle e buccia di limoni biologici.
  • Arance, limoni, clementine, pere, mele, melograni. Se avete una centrifuga (o se decidete di comprarla), ricordate di non gettare il residuo. Potete usarlo per maschere di bellezza, per fare marmellate, per aromatizzare il vostro gelato o sorbetto casalingo  o per il vostro compost (anche se io suggerisco sempre le opzioni marmellata e gelato). Non gettate la frutta matura. Frullatela con un pò di limone o latte vegetale e gustatela come snack spezzafame. Potete anche aggiungerla allo yogurt o fare salse per decorare dolci e gelati. Potete anche usarla per fare marmellate casalinghe e gelati. Usate i limoni non solo per condire, ma anche per preparare sorbetti, liquori e per aromatizzare l'acqua da bere durante il giorno. Fate attenzione che siano biologici se utilizzate anche la buccia! Ricordate che il melograno è molto versatile: può essere aggiunto alle insalate, mangiato in chicchi o se ne può fare un ottimo succo.
  • Frutta secca a guscio (noci, mandorle, nocciole). Costituiscono un ottimo e comodo snack spezzafame. Le possiamo mettere in un sacchettino, in modo da averle sempre in borsa. Oltre ad essere un'ottima fonte di proteine, vitamine e acidi grassi essenziali, contribuiranno a farci perdere l'abitudine di mangiare caramelle, dolciumi e cioccolatini durante la giornata.
  • Mix di legumi secchi (fagioli, ceci, lenticchie rosse, fave, piselli). Vi consiglio di comprarli sfusi nei negozi che li vendono alla spina. Risparmierete sul prezzo e si produrrano meno rifiuti da smaltire (un semplice sacchetto di carta sostituirà egregiamente barattoli, scatole e imballaggi). Vorrei aggiungere che non è assolutamente necessario passare ore in cucina a cuocerli. Basterà metterli a bagno la sera prima, cambiando spesso acqua, e si cuoceranno in tempi brevi. Inoltre a chi volesse ridurre ulteriormente i tempi di cottura, posso suggerire di usare una pentola a pressione o di acquistare i legumi decorticati (l'asportazione della pellicina è consigliabile per chi ha problemi di digestione o di produzione di gas intestinale). Comprare i legumi alla spina significa anche evitare di ingerire il sale, gli zuccheri e gli additivi aggiunti nei prodotti precotti in scatola.
  • Uova di galline allevate all'aperto. Cercate di evitare le uova provenienti da allevamenti intensivi. Oltre ad una motivazione etica, che dovrebbe spingerci ad un maggiore rispetto per l'ambiente e a contribuire con i nostri acquisti a bloccare lo sfruttamento disumano degli animali, sarebbe il caso di riflettere sul tipo di prodotto che poi ingeriremo. Cosa pensate possano produrre le galline costrette e immobilizzate in spazi angusti, senza la possibilità di dormire, razzolare, riposare, muoversi seguendo la loro natura e alimentate con mangimi trattati? Spendere qualche euro in più sarà di certo un risparmio in termini di impatto ambientale e di salute.
Un ultimo consiglio per tamponare gli eccessi dei lauti pranzi natalizi: non mettetevi a dieta seguendo le mode e/o le indicazioni delle riviste e dei siti web. I miracoli non esistono e soprattutto il fai da te non fa bene né alla nostra salute né al nostro portafogli. Non ci si improvvisa dietologi leggendo qualche articolo. I programmi alimentari e/o gli integratori che promettono una notevole perdita di peso in poco tempo sono quelli più sbilanciati e pericolosi, soprattutto perchè innescano il famoso effetto yo-yo. Ricordate che preferire la qualità del cibo alla quantità è sempre e comunque una scelta etica e di salute. Limitando le porzioni e le portate possiamo comunque gustare i nostri cibi preferiti in compagnia di amici e parenti. Inoltre abusare di prodotti industriali e cibi pronti comporta un'assunzione eccessiva e concentrata nel tempo di additivi alimentari (dolcificanti, esaltatori di sapidità, coloranti, conservanti, addensanti, ecc.).

martedì 12 gennaio 2016

Succhi di frutta o bevande al gusto di frutta? Ecco come distinguerli


 



















Eccoci al secondo appuntamento delle mie mini guide per una spesa sana, consapevole e soprattutto responsabile.
Dopo aver smascherato i falsi cibi integrali, passiamo ai succhi di frutta. 
Secondo voi quale dei due prodotti in foto è un succo di frutta?
La risposta corretta è nessuno dei due. Nella prima foto si tratta di nettare di frutta, nella seconda di bevanda alla frutta.
Dov'è la differenza? Il succo di frutta, per essere definito tale, deve contenere il 100% di frutta con al limite l'aggiunta di zucchero, il nettare almeno il 50%, le bevande alla frutta almeno il 12%, mentre al di sotto di tali percentuali si parla di bevande al gusto di frutta (praticamente acqua e zucchero, spesso con aggiunta di altri additivi industriali quali coloranti e conservanti vari). Inoltre fate attenzione all'ordine in cui sono messi gli ingredienti: nel nettare il primo è la purea di frutta, nella bevanda alla frutta il primo è l'acqua. Ricordate che l'ordine è decrescente e rispetta sempre la quantità contenuta.
Come potete notare le etichette non sono ingannevoli. Nessuna delle due parla di succo di frutta, ma il consumatore pigro, distratto o poco attento pensa che nel suo carrello ci sia una bevanda salutare, magari da far bere ai figli in sostituzione della frutta.
Niente di più sbagliato, sia perché un prodotto industriale non potrà mai sostituire uno naturale (un succo o un centrifugato di frutta fatto in casa di certo conterrà vera frutta al 100%), sia perché, diventando succo o centrifugato, la frutta originaria viene depauperata di molti componenti nutritivi. A ciò si aggiunga il fatto che gli alimenti liquidi vengono ingeriti in maggior quantità rispetto a quelli solidi, proprio per la velocità di assunzione. E così si mandano giù inconsapevolmente quantità enormi di zucchero o, peggio ancora, dolcificanti sintetici presenti nelle versioni diet o light.
Ecco perché vale sempre la solita raccomandazione: impariamo a leggere le etichette con calma e attenzione.

mercoledì 29 luglio 2015

L'inganno dei cibi integrali

Forse vi sembrerà strano sapere che la maggior parte dei cibi spacciati per integrali in realtà integrali non sono. Vediamo perchè. L'aggettivo "integrale" significa integro, ossia qualcosa che non dovrebbe aver subito depauperazioni, raffinazioni e procedimenti chimici industriali, quale ad esempio lo sbiancamento. 
Il riso, l'orzo, la pasta, il pane, i biscotti, i dolci (e in generale tutti gli alimenti prodotti con farina bianca), il sale, lo zucchero bianco, che usiamo comunemente, non esistono tal quali in natura, ma vengono raffinati e sbiancati. In questo modo li si priva di fibre, minerali, vitamine e nutrienti importanti. E a noi consumatori, dunque, cosa resta? Un prodotto bianco, forse esteticamente più gradevole, ma depauperato delle iniziali componenti nutritive. Il che potrebbe anche andar bene se il consumatore fosse consapevole di quello che mangia, ma purtroppo così non è.
L'industria alimentare, seguendo la logica del massimo profitto, con il supporto di una pubblicità continua, martellante e criminale, quotidianamente spaccia per naturale, sano e salutare ciò che non lo è. E così tra uno spot di una casa immersa nel verde e di bambini felici che mangiano dolciumi e merendine, una rivista che associa ai cibi integrali immagini di supermodelle che pare dimagriscano mangiando crackers e fette biscottate, siti web che reclamizzano quanto l'integrale faccia bene, il consumatore inconsapevole, pigro o poco attento si convince che basti leggere la dicitura "integrale" sulla confezione per stare tranquillo.
Sfatiamo allora alcuni miti che sembrano ancora resistere, nonostante le ultime scoperte scientifiche e la velocità con cui vengono diffuse le informazioni nell'era digitale:
  1. Non è vero che i cibi integrali fanno dimagrire. Al limite la percentuale di fibra alimentare contribuisce ad aumentare il senso di sazietà.
  2. Non è vero che i cibi integrali non fanno ingrassare. Tutto dipende dalle porzioni e dalle quantità.
  3. Non è vero che la farina integrale non subisce processi industriali. La maggior parte delle farine integrali in commercio sono farine ricostituite, ossia alla farina bianca precedentemente raffinata viene aggiunta una parte di crusca che era stata scartata. Sembrerebbe pazzesco, ma è così. Ecco perchè in genere i prodotti integrali costano di più. Il prezzo più elevato deriva infatti da questo ulteriore passaggio che il cibo subisce prima di essere confezionato e distribuito... e si sa che il lavoro va pagato! Perchè dunque l'industria alimentare fa questo gioco del togli e metti? Perchè per la grande distribuzione costa molto meno sbiancare tutta la farina e poi riaggiungere la crusca solo a quella parte di prodotto destinato ai consumatori di cibi "integrali".
  4. Non è vero che i prodotti integrali siano più sani di quelli raffinati. Ciò è vero solo se si tratta di prodotti integrali provenienti da agricoltura biologica. Nell'involucro più esterno degli alimenti si concentrano infatti i resti di fitofarmaci, erbicidi, diserbanti e tutti i prodotti chimici con cui vengono trattati, involucro che viene rimosso durante la raffinazione.
Ciò premesso, come possiamo fare per capire se abbiamo di fronte un alimento integrale o pseudo tale? La risposta sta sempre nell'etichetta. Ricordate che gli ingredienti vengono elencati in ordine di quantità. Il primo ingrediente della lista sarà pertanto quello presente in maggiore quantità. Se in cima alla lista leggiamo farina di frumento e dopo farina integrale, crusca o cruschello, allora vuol dire che non si tratta di un vero alimento integrale. Per quanto riguarda il pane, scovare il falso integrale è ancora più semplice... basta guardarlo. Se si presenta bianco con puntini più scuri, allora quel pane è stato prodotto con farina bianca a cui è stata poi aggiunta crusca o cruschello. Se invece si presenta scuro uniformemente, allora è stata usata farina integrale.
Ricordate di leggere sempre le etichette... solo così possiamo diventare tutti consumatori consapevoli e responsabili.


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venerdì 24 luglio 2015

Come scegliere uno yogurt sano


Eccoci al terzo appuntamento delle mie miniguide per una spesa sana, consapevole e responsabile.
Se la maggior parte dei consumatori è ormai molto più attenta nel riconoscere il junk food, non sempre è facile capire ciò che per tradizione viene tramandato come cibo sano, anche se in realtà non lo è.
Ad esempio, sapete scegliere lo yogurt quando andate a fare la spesa al supermercato? In realtà non tutti sanno come orientarsi e molto spesso la scelta ricade su prodotti non sani. La maggior parte delle volte si scelgono prodotti pieni di additivi, con una lunga lista di ingredienti, cosa che per lo yogurt proprio non va bene, dato che si dovrebbe trattare di semplice latte con fermenti. Più che yogurt, tutti quei prodotti aromatizzati nei modi più fantasiosi e particolari, dovrebbero essere definiti "preparazioni a base di yogurt". Ormai l'industria alimentare ha creato di tutto di più: yogurt al the, alla crema di whiskey, alla meringa, alla torta paradiso e chi più ne ha più ne metta. Ora credo sia chiaro che più lo yogurt si avvicina alle caratteristiche di un dessert e meno è sano. Forse farà felice il nostro palato, ma la salute è un'altra cosa.
Il primo criterio da seguire, quindi, come per tutti gli altri cibi, è la lista degli ingredienti. Più ce ne sono, peggio è.
In secondo luogo evitate alimenti con ingredienti sconosciuti e per sconosciuti intendo quelli che non usereste nelle vostre ricette casalinghe (edulcoranti, addensanti, coloranti e additivi vari).
Poi indirizzatevi verso ingredienti naturali. Se c'è scritto aromi, allora sono artificiali. In caso contrario ci sarà scritto aromi naturali.
Fermo restando che lo yogurt migliore è quello bianco non dolcificato, so bene che a molti (me compresa) il retrogusto acido non piace. La soluzione è semplice. Basta aggiungere un po' di miele, cannella e/o frutta fresca, secca (noci, nocciole, mandorle) o essiccata (fichi, albicocche, mele, banane), fino a trovare il mix più adatto al proprio palato.
Se proprio non avete voglia di stare quei cinque minuti in più in cucina a prepararvi lo yogurt, allora sappiate che c'è un'azienda che produce un ottimo yogurt italiano con soli tre ingredienti (oltre ai fermenti) in quest'ordine preciso: latte, frutta e zucchero. Coloranti, aromi e conservanti sono completamente assenti.
Non mi resta che augurarvi buona merenda e buona colazione a base di yogurt. Datelo ai vostri figli al posto di merendine, budini e dolciumi vari. Guarnitelo con la frutta che avete a disposizione e godetevi un alimento buono e sano.


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lunedì 9 marzo 2015

Come fare una spesa veg settimanale a meno di 30 euro: la spesa di marzo

Come vi avevo già spiegato in un mio articolo precedente, la soluzione più semplice per adottare un'alimentazione naturale e consapevole è quella di iniziare da una buona spesa. Tutto infatti comincia da lì, dal modo in cui riforniamo la nostra dispensa e il nostro frigorifero.
Da questo mese il mio blog si arricchirà di un nuovo e spero interessante appuntamento: come fare una buona spesa settimanale a costi non proibitivi e seguire quindi un'alimentazione il più possibile sana e naturale.

Premetto che per scelta personale e per esigenze di spazio mi occuperò solo di spesa in chiave vegetariana, ma ciò non ha assolutamente la pretesa di imporre alcuna dittatura alimentare. Ognuno è libero di operare le scelte dietetiche che ritiene opportune per se stesso e per la propria salute.
Ho deciso di dare il via a questa nuova sezione proprio nel mese di Marzo perchè, essendo il mese della primavera, simboleggia la rinascita, non solo a livello di vegetazione, ma anche personale ed interiore. Ricordate che una vera rinascita personale si può attuare solo se parte dall'interno, con impegno e convinzione. Certamente non basterà andare più spesso dal fruttivendolo che dal macellaio, ma è comunque un ottimo inizio.

Vediamo quindi cosa possiamo comprare con meno di 30 euro per una spesa settimanale (le quantità sono ovviamente indicative e si riferiscono ad un consumo medio settimanale di frutta e verdura di stagione per due persone). 
Premetto che i costi dei prodotti sono quelli stabiliti da piccole e medie aziende agricole del Lazio e non si riferiscono quindi a quelli di supermercati e ipermercati, dove in genere frutta e verdura sono più care (soprattutto se vendute in imballaggi di polistirolo e pellicola trasparente).

  • Carciofi. Possono essere cucinati stufati con le patate per un piatto unico, aggiunti a riso o pasta (meglio se integrale) o imbottiti con aglio, erbe aromatiche, noci e mollica di pane e poi cotti in pentola. Non dimenticate di conservare le foglie esterne per concimare le vostre piante.
  • Pomodori. Possono essere inseriti in insalate miste o tagliati a dadini per insaporire minestre o zuppe o per preparare un semplicissimo sughetto con aglio, cipolla ed erbe aromatiche (salvia, timo, basilico, prezzemolo, capperi, ecc.)
  • Un sacchetto di noci sgusciate. Possono essere aggiunte alle insalate per fornire il giusto apporto proteico, soprattutto per chi è vegano, o consumate semplicemente come pratico snack da portare con sè, per evitare cioccolatini, merendine, caramelle e dolciumi vari.
  • Frutta mista. Oggi ho comprato banane, arance, kiwi, mele, pere, mandaranci. Il mio fruttivendolo la vende ad un euro al kg: un ottimo modo per riempire la busta senza spendere molto e assicurandosi una giusta varietà per tutta la settimana. Consiglio sempre di comprare frutta e verdura di stagione sia per una questione economica, ma soprattutto per evitare i prodotti di serra o che hanno dovuto viaggiare a lungo in celle frigorifere.
  • Un bel mazzetto di asparagi. Ottimi cotti a vapore o stufati e conditi con olio, limone o aceto di mele, oppure per un ottimo risotto o un'appetitosa frittata.
  • Zucchine. In genere le aggiungo al minestrone o le cuocio al forno con un pò di pomodoro, aglio ed erbe aromatiche e le condisco con un filo d'olio extravergine d'oliva a crudo, ma sono ottime anche per condire pasta, riso, farro o altri cereali.
  • 3 grossi finocchi. Meglio mangiarli crudi all'insalata, ma sono ottimi anche stufati in padella con pezzetti di zenzero, cipolla, pepe nero e un pò di vino bianco. Ricordate di condirli con olio evo a crudo, in modo da mantenere intatte le proprietà organolettiche dell'olio. Non gettate le parti esterne. Tagliatele in piccoli pezzi, sciacquatele con acqua e bicarbonato e aggiungetele al vostro minestrone.
  • Una confezione di funghi champignons. Ottimi per condire pasta, riso o polenta (sia in bianco che con un pò di pomodoro tagliato a dadini).
  • Carote. Ottime non solo nelle insalate miste, nei sughi e nel minestrone, ma anche come snack spezzafame. Vi consiglio di consumarle anche centrifugate con mele, limone e arance (vanno bene anche pompelmo e mandarini): un vero concentrato di vitamine A C E!
  • Lattuga, sedano, rughetta
Un ultimo suggerimento antispreco: ricordate di non buttare le scorze degli agrumi. Sono davvero eccezionali per profumare sia i grandi ambienti che armadi e cassetti. Si possono essiccare per comporre deliziosi pout pourri con chiodi di garofano, pezzetti di cannella e petali di fiori. In particolare le bucce d'arancia con qualche chiodo di garofano tengono lontane le tarme da armadi e dispense.


venerdì 2 gennaio 2015

Qualche consiglio per rimettersi in forma dopo le feste (e non solo)

Leggendo qua e là sul web e sulle riviste di salute e bellezza vi sarà di certo capitato di  incappare nelle solite diete fai da te dell'ultimo minuto, che spesso promettono risultati miracolosi. Sono spiacente di deludervi, ma non mi stancherò mai di ripetere che le diete miracolose non esistono. Ciò che serve è una profonda consapevolezza che la qualità della nostra vita e il nostro stato di salute dipendono soprattutto dalla nostra alimentazione e dal nostro stile di vita. Certo, ci vuole impegno, ma non ne vale forse la pena? non è forse la salute il bene più importante da salvaguardare?
Non è necessario essere degli sportivi professionisti, dei medici, dei nutrizionisti o dei naturopati per fare le giuste scelte alimentari e per prevenire tutte quelle patologie che possono essere evitate conducendo uno stile di vita responsabile, consapevole e il più possibile naturale. Se è vero che non possiamo eliminare l'inquinamento e cancellare tutti i danni che l'uomo ha procurato e continua a procurare all'ambiente, è anche vero che ogni singola scelta influenza e si riflette sullo stato di salute nostro e dell'ambiente circostante. Almeno per quanto mi riguarda, non mi sono mai posta il problema di cosa facciano gli altri e di quanto le mie singole scelte possano essere benefiche anche per il resto del mondo: l'importante è dare il buon esempio anche nelle piccole cose, del resto anche l'oceano è fatto di tante minuscole gocce. Certo, non sarò in grado di risolvere i problemi del mondo, ma ciò non significa che ci si debba deresponsabilizzare, creandosi un alibi! Faccio quello che posso, lavoro su me stessa, studio, mi informo e vi informo, seguo uno stile di vita il più possibile naturale, cammino molto e cerco di mangiare in modo sano. Se tutti imparassimo ad amarci di più e a rispettare il nostro corpo e la nostra salute, non vivremmo forse in un mondo migliore? 
Eccovi dunque alcuni semplici consigli per rimettervi in forma:
1. CAMMINARE TANTO (è davvero indispensabile prendere l'auto? vale la pena perdere tempo nel traffico e/o per trovare un parcheggio?)
2. EVITARE DI PRENDERE L'ASCENSORE (è davvero così difficile e stancante fare le scale?)
3. EVITARE FUMO E ALCOL (avete mai provato seriamente a smettere di fumare e a limitare i drink alcolici?)
4. FARE LA GIUSTA SPESA (preferire cibi biologici, frutta e verdura di stagione, pane e pasta integrali, evitare dolciumi, merendine, biscotti, salse pronte, sughi pronti, piatti precotti e in genere cibi industriali pieni di coloranti, conservanti e additivi, quali sottilette, formaggini, wrustel, patatine, dado da brodo, ketchup, ecc.)
5. MANGIARE TANTA FRUTTA E VERDURA (mangiare la frutta come snack, va benissimo anche la frutta secca se non si esagera con le quantità, e iniziare il pasto con un bel piatto pieno di verdure, in modo da avvertire prima il senso di sazietà)
6. ELIMINARE DEL TUTTO ZUCCHERO BIANCO E PRODOTTI DI FARINE RAFFINATE (dolcificare solo con miele crudo e sciroppo d'acero e preferire i prodotti di farine integrali) 
7. RIDURRE I CIBI INDUSTRIALI (evitare di comprare cibi sulle cui etichette sono presenti ingredienti di cui non si conosce la composizione chimica e gli effetti sull'organismo, evitare cibi con coloranti, conservanti e additivi chimici, evitare cibi preparati con più di 5 ingredienti)
Vi assicuro che così facendo non solo non serve alcuna dieta dimagrante, ma si prevengono tante patologie gravi, ci si sente meglio e si spende anche meno!
Ricordate comunque di consultare un medico se avete intenzione di perdere peso senza rischiare di danneggiare il vostro organismo.
Eccovi un semplicissimo decalogo da seguire prima di iniziare una dieta dimagrante.

giovedì 4 dicembre 2014

Il danno alimentare nell'alimentazione dei bambini

Durante le mie lezioni di geografia ambientale, ecologia e nutrizione ecosostenibile come attività di laboratorio in genere assegno ai miei studenti la redazione di un diario alimentare. Premetto che lo scopo non è mai quello di intervenire sulla loro dieta dal punto di vista medico o della prevenzione primaria delle numerose patologie provocate da un'alimentazione sbagliata, ma semplicemente quello di mostrare l'impatto ambientale dell'alimentazione occidentale, i costi sociali e la ricaduta in termini etici ed economici degli allevamenti e dell'agricoltura intensiva, dell'eccessivo consumo di proteine animali, di farmaci e in generale di prodotti industriali, pieni di additivi.
Purtroppo le mie lezioni sulla nutrizione etica ed ecosostenibile si scontrano inevitabilmente con l'enorme quantità di cibi artificiali, pubblicizzati in modo aggressivo e criminale, che i genitori propinano ai loro figli quotidianamente. Bastoncini, spinacine, sofficini, biscottini, merendine, patatine, formaggini e tutti gli -ini e i diminutivi possibili che convincono i consumatori che siano questi gli alimenti adatti ai bambini. Niente di più sbagliato! Il dramma sta nel fatto che proprio la nutrizione dei bambini sia diventata la peggiore possibile: biscotti, dolciumi, creme spalmabili, bibite zuccherate, pan carrè, sughi pronti, troppa carne, troppo latte, poca verdura e pochissima frutta. A ciò aggiungiamo da un lato i veleni veicolati dai distributori automatici e da molte mense scolastiche, mentre dall'altro lato si fanno progetti curriculari ed extracurriculari di educazione alla salute, educazione ambientale e tutte le educazioni possibili... quando poi la sola vera educazione che manca è quella civica, quella che dovrebbe insegnare alle giovani generazioni (ma soprattutto ai loro genitori) ad essere cittadini consapevoli e responsabili, rispettosi di se stessi (e mi riferisco anche alla tutela della propria salute), degli altri e dell'ambiente.
Il danno alimentare purtroppo inizia dalle scelte dei genitori, che, per superficialità o mancanza di consapevolezza o responsabilità, si trasformano in consumatori inconsapevoli e irresponsabili quando si nascondono dietro l'alibi della mancanza di tempo. Manca il tempo per leggere le etichette, per cucinare, per scegliere le verdure di stagione, per educare i figli ad una corretta nutrizione. Figli che vengono lasciati sempre più spesso soli davanti a pc, tablet e tv. Figli che vengono accontentati sempre e comunque, non importa che si viva un periodo di crisi, basta che non diano fastidio e che non ci stressino.
Il crimine più grande non consiste tanto nel fatto che l'industria alimentare lanci sul mercato una miriade di prodotti pieni di additivi (conservanti, coloranti, zuccheri aggiunti, edulcoranti artificiali, stabilizzanti, esaltatori di sapidità, ecc.) per mascherare la bassa qualità degli ingredienti usati, quanto nel fatto che la pubblicità aggressiva miri a convincere il consumatore inconsapevole ed inesperto che tali prodotti siano salutari, freschi e genuini. Ora io mi chiedo: ma cosa ci potrà mai essere di sano, fresco e genuino in biscotti, dolciumi, merendine, patatine, snacks prodotti e confezionati mesi prima? Cosa si nasconde dietro la dicitura "aromi"? Che tipo di aromi sono stati utilizzati? E cosa sono quegli ingredienti che di certo non si vendono sfusi al mercato rionale o dal fruttivendolo? Cosa sono i carragenani, il glutammato monosodico, il carbonato di ammonio, il tartrato di potassio, lo sciroppo di glucosio, la lecitina di soia? Sappiamo a cosa servono? Forse li utilizziamo nelle nostre cucine quando prepariamo un dolce o un piatto salato? Stiamo tanto tempo su internet, eppure non abbiamo il tempo (o la voglia?) di fare una ricerca e documentarci su questi additivi che ingeriamo ogni giorno, anche quando mangiamo quello che pensiamo sia sano. Li troviamo nello yogurt, nei biscotti bio, nei crackers, nei sughi pronti, nelle bibite gassate... per non parlare poi del junk food.
Etichette lunghissime, piene di ingredienti, la maggior parte dei quali sono additivi. Eppure è tutto scritto. Sarebbe facile rendersi conto di ciò che si ingerisce, se solo imparassimo a diventare consumatori consapevoli e responsabili ed educassimo così i nostri figli.
A quelle mamme che si lamentano con me del fatto che i loro figli mangino pacchi interi di merendine, rispondo dicendo che la spesa la fanno i genitori, non i bambini. Sta a loro educarli ad un'alimentazione sana e al movimento fin da piccoli. Non si può pretendere che il bimbo mangi le verdure se i genitori non le cucinano e non le mangiano. Non è vero che non c'è tempo per cucinare. Preparare un'insalata, fare un frullato, dare la frutta a merenda invece dei dolciumi industriali, limitare il consumo di carne e latticini, peferire i cereali integrali da coltivazione biologica, evitare di comprare le bibite gassate non fa perdere ore in cucina. E' l'attenzione e la responsabilità che mancano, non il tempo!
L'obesità infantile aumenta, così come tutte le patologie cardiovascolari dovute ad un tipo di alimentazione scorretta e squilibrata. Aumentano i danni ambientali, la quantità di rifiuti prodotti (e mi riferisco anche al packaging), lo sfruttamento degli animali e la crudeltà con cui sono trattati, costretti a vivere in spazi angusti, alimentati con mangimi trattati con prodotti chimici, riempiti di farmaci anche in modo preventivo. Vacche da latte che soffrono di mastite perchè munte di continuo e in modo sconsiderato, galline costrette a fare uova in batteria dove le luci non si spengono mai, impossibilitati a pascolare, razzolare, riposare... sono questi gli animali (ivi compresi i loro prodotti) che entrano nella nostra dieta e in quella dei nostri figli.
Ma una via d'uscita esiste e credo sia ormai un imperativo categorico percorrerla. Eccovi dunque qualche consiglio:

limitare il consumo di proteine di origine animale

preferire prodotti a km zero e possibilmente da agricoltura biologica 

rispettare la stagionalità

leggere le etichette cercando di limitare l'acquisto di prodotti con più di cinque ingredienti

cercare di diventare consumatori responsabili, rispettando l'ambiente e tutelando la nostra salute. 

domenica 17 agosto 2014

La fretta di dimagrire fa dimagrire in fretta?

Dimagrire in fretta, sembrare più giovani in fretta, vivere di fretta. Ecco cosa desidera la maggior parte delle persone e come si relaziona con la vita e le abitudini... ma perchè? Perchè non si ha fretta di smettere di fumare, di inquinare, di prendere l'auto per percorsi brevi, di usare l'ascensore, di essere pigri, di mangiare in modo sregolato?

Spesso mi si chiede quanto tempo sia necessario per perdere 10 kg, come se fosse un'operazione matematica uguale per tutti e che funziona sempre e comunque. Non è così. Non c'è un tempo cronometrabile che vada bene per tutti e soprattutto questo approccio alla dieta non rientra nell'educazione alimentare di cui mi occupo.
In assenza di patologie specifiche (nel qual caso ci si dovrà rivolgere ad un medico), se si vuole perdere peso, si possono seguire due vie: andare da un nutrizionista, che ci consiglierà una dieta personalizzata, organizzando i nostri pasti in base all'apporto calorico dei cibi, fornendoci un programma alimentare in genere settimanale con menu specifici da seguire, in cui sono elencate le quantità dei singoli alimenti, oppure fare educazione alimentare

Quali sono dunque le differenze? L'educazione alimentare, come dice la parola stessa, educa alla corretta nutrizione, a partire da suggerimenti su come fare la spesa, come leggere le etichette, scegliere i cibi, combinarli, cucinarli e condirli nel modo più sano possibile. Il gusto è un'abitudine e pertanto va educato. Come? Alimentandoci nel modo giusto, masticando nel modo giusto, dedicando il giusto tempo alla spesa e alla nutrizione, facendo una moderata ma costante attività fisica.  Non c'è bisogno di andare in palestra o diventare sportivi per forza: basta camminare, fare le scale, muoversi ed essere attivi.

Quando si inizia a mangiare in modo sano, scegliendo cibi di qualità, il nostro organismo viene educato a prediligere alimenti naturali. Lentamente sarà proprio il nostro corpo a guidarci verso un'alimentazione corretta. Smetteremo di desiderare cibo spazzatura e ci orienteremo automaticamente verso alimenti di qualità. Più ci disintossichiamo dal junk food e meno ne saremo attratti. Parallelamente inizieremo a sentirci molto meglio, più attivi, meno gonfi e anche più felici. 

Prima di iniziare a studiare naturopatia, erboristeria ed educazione alimentare ho provato su me stessa quello che chiamo "il mio percorso del benessere". Non è un percorso veloce, ma è assolutamente duraturo e soddisfacente. Chi l'ha provato sa che la percentuale di fallimento è davvero bassissima, proprio perchè non si basa su diete restrittive, mortificanti o prescrittive. Non c'è bisogno di usare bilance di precisione, di stressarsi contando i grammi, di seguire un menu imposto o peggio ancora di assumere farmaci o integratori. Niente di tutto questo! Il segreto sta nella nostra voglia di sentirci bene.

Per seguire un programma di educazione alimentare c'è bisogno di due soli ingredienti: consapevolezza e responsabilità. Consapevolezza perchè non possiamo ignorare gli effetti deleteri dei cibi industriali, dell'eccesso di alcool, zuccheri, grassi e proteine animali. Responsabilità perchè dobbiamo comprendere che siamo noi gli artefici della nostra salute, non possiamo affidarla a pillole, medicinali, integratori, deresponsabilizzandoci completamente e soprattutto avendo fretta di dimagrire.
Facciamoci questa semplicissima domanda: per quanto tempo ci siamo alimentati in modo sbagliato? Anni? Forse decenni? Beh, ora diamo il tempo al nostro organismo di recuperare, acquisire abitudini sane e nutrirsi nel modo corretto... senza fretta, senza stress e soprattutto senza ossessioni e senza forzature.


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