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martedì 6 novembre 2018

Siamo tutti naturopati di noi stessi

La naturopatia è l’insieme di tutte quelle pratiche che tendono al raggiungimento di uno stato di benessere globale. Si può quindi considerare la disciplina della salute, intesa in senso consapevole, a cui si può arrivare attraverso un serio percorso fisico-psichico-sociale ed emozionale e che si basa su un ripensamento del proprio stile di vita, indirizzandosi verso un modo di vivere naturale, ossia rispettoso di se stessi, degli altri e dell'ambiente circostante.
Esercizio fisico e mentale e alimentazione equilibrata sono i presupposti imprescindibili del percorso naturopatico. Prendersi cura, dunque, dello stato di salute, non curare la malattia. 
Potrebbe sembrare un controsenso parlare di “cura” della salute (in genere, infatti, il temine “cura” viene riferito ad una patologia), ma non lo è. Essa è una cura che si effettua difendendo e preservando il nostro stato di salute; è un atto dovuto verso noi stessi, un segno di rispetto per la nostra natura. Prendersi cura di sè non significa infatti curare una malattia o un disturbo.
Prevenzione, cura della persona e rispetto di sé e dell’ambiente rappresentano il nucleo ideologico della naturopatia scientifica (a mio avviso, l’unica naturopatia degna di reale considerazione e non di semplice curiosità).
Per naturopatia scientifica si intende, quindi, lo studio di tutto il complesso delle discipline naturopatiche, sottoposte a un criterio razionale e al vaglio del metodo scientifico, in modo da poter selezionare le pratiche razionali da quelle dilettantesche. La naturopatia scientifica è quindi quella disciplina che si occupa della salute e del benessere utilizzando rimedi naturali (esercizio fisico, alimentazione corretta, stile di vita naturale) e che ha come scopo ultimo il miglioramento della qualità di vita. Essa fonda il suo presupposto scientifico sulle conoscenze di altre discipline, quali le scienze naturali e sociali (per esempio la psicobiologia). Il metodo non si basa sul ricorso a cure miracolose, sempre diverse e sensazionali, ma sul raggiungimento di una maggiore consapevolezza. Per questo motivo dovremmo essere tutti naturopati di noi stessi.

martedì 18 marzo 2014

Naturopatia e Medicina: salute e malattia

Molto spesso, soprattutto ultimamente, mi sono accorta di quanta confusione si faccia nel web e nella vita quotidiana, cercando di attribuire il giusto ambito e le giuste competenze a medici, naturopati, nutrizionisti, erboristi, educatori alimentari. Vorrei quindi tentare di fare un pò di chiarezza sull'argomento, che è diventato di grande attualità. 
Cominciamo col dire che il medico (come del resto ogni altro professionista) non è un tuttologo. Nessuno può sapere tutto di tutto, a maggior ragione se ci si atteggia a superuomini con arroganza. Il medico è una persona che per sei anni ha studiato medicina all'università prima di laurearsi. Studiare medicina significa soprattutto comprendere la fisiologia umana (cioè come funziona il corpo umano) e imparare a curare, nei limiti consentiti dalla scienza. Nei sei anni di studio nelle facoltà di medicina non c'è alcun esame di scienza dell'alimentazione o di chimica degli alimenti, e non perchè i piani di studio siano sbagliati, anzi! Se questi esami non ci sono un motivo ci sarà: evidentemente sono competenze che appartengono ad ambiti disciplinari diversi, a studi che formeranno professionisti diversi. Un medico, a meno che non abbia una specializzazione post laurea in nutrizione, dietologia, ecc., non può conoscere le proprietà di ogni singolo alimento, e non perchè sia ignorante, ma solo perchè non è il suo ambito. Ad ogni professionista il proprio ambito disciplinare. Se non ci si aspetta che un architetto possa fare il lavoro di un ingegnere, perchè aspettarsi che tutti i medici possano fare gli agronomi, i botanici, i chimici e i nutrizionisti?

Un naturopata (così come un erborista, un nutrizionista, un educatore alimentare) non è un medico e pertanto non può e non deve fare nè diagnosi, nè prescrizioni, esattamente come non le fanno i farmacisti. Possono consigliare, possono informare e soprattutto possono e devono educare alla tutela della salute. Un naturopata non cura e non si occupa di malattie, ma la sua attività è quella che definirei di "consulente facilitatore". Educazione alimentare, rimedi naturali, rispetto per se stessi e per l'ambiente, discipline bionaturali, movimento, cura di sè dal punto di vista fisico, psicologico e sociale sono gli ambiti in cui si svolge l'attività di un naturopata. Diffidate di chi fa diagnosi, prescrive rimedi (anche se di origine vegetale) e pretende di curare malattie, non essendo medico... semplicemente non può farlo.

In ogni caso, non mi stancherò mai di evidenziare che il presupposto della salute, del miglioramento della qualità di vita è il nostro impegno e la nostra volontà. Non esiste pillola o rimedio che possa aiutarci se non comprendiamo che senza un'alimentazione sana e un pò di movimento non esiste salute e non esiste benessere!

venerdì 17 gennaio 2014

Consulenza naturopatica e benessere

Il campo di applicazione della consulenza naturopatica è la cura della salute e del benessere in chiave socio-bio-psicologica, questo significa (e non mi stancherò mai di ripeterlo) che il naturopata si occupa di salutogenesi, non di malattie. Esula dalle competenze del naturopata la cura di ogni tipo di patologia (anche se lieve), di cui si occupa invece il medico. 
Detto in parole povere, ciò significa che se scegliamo di andare da un naturopata non dobbiamo aspettarci un consulto di tipo medico, non dobbiamo aspettarci la prescrizione di diete, prodotti fitoterapici e integratori alimentari. Se ciò accade, sappiate che il naturopata, per quanto possa essere preparato e competente, sta invadendo la sfera professionale della sola categoria autorizzata ad intervenire sul nostro metabolismo, ovvero quella dei dottori in medicina. La naturopatia è in realtà una filosofia di vita basata su un approccio naturale ed olistico, non una professione che rientra nell'ambito sanitario.
Nella sua attività di counseling, l'esperto in scienze naturopatiche guiderà e supporterà il cliente nel suo percorso del benessere verso una migliore qualità di vita, tenendo conto delle specifiche esigenze personali, fornendo indicazioni (non prescrizioni o regole assolute) relative all'importanza di una costante attività fisica, di un'alimentazione equilibrata e il più possibile naturale, e della cura di quelle relazioni interpersonali che producono una reale crescita socioaffettiva.
L'educazione al rispetto della natura, dell'ambiente e di se stessi esula quindi dalla prescrizione di integratori a fini puramente commerciali (seppure di origine vegetale), senza che si riscontri un deficit reale (e in tal caso tale diagnosi e prescrizione sarebbero comunque di esclusiva competenza medica). Fare autodiagnosi e autoprescriversi integratori di ogni sorta è del tutto inutile e a volte può rivelarsi addirittura dannoso. La supplementazione alimentare deve essere inserita solo laddove si riscontri una carenza documentata da esami di laboratorio, non da una generica sensazione di stanchezza o spossatezza o per seguire la moda del momento. Se si ha il dubbio di essere afflitti da qualche deficit alimentare, allora si dovrà consultare il medico, che provvederà a prescrivere i relativi esami e a fare una diagnosi. Pensare che un rimedio vegetale possa essere prescritto da chiunque o che possiamo assumerlo a nostro piacimento perchè tanto non fa male è sbagliato. Anche gli estratti vegetali hanno i loro effetti collaterali e in ogni caso solo i medici sono autorizzati a prescrivere rimedi che servono a curare. Non confondiamo comunque gli integratori alimentari con i fitofarmaci.
Se ci rechiamo da un consulente in naturopatia, la sola cosa che dobbiamo aspettarci è il suo aiuto, il suo supporto orientato verso l'acquisizione di una maggiore consapevolezza da parte del cliente, così da essere in grado di operare scelte autonome nel proprio percorso individuale. Assumersi la responsabilità del proprio benessere, evitando di crearsi alibi, modifica le abitudini quotidiane e l'atteggiamento mentale.
In sintesi, il compito del naturopata sta nella cura della persona, non delle malattie, il che si attua educando il singolo ad operare scelte autonome e consapevoli, che nascono cioè da un'esigenza interiore senza imposizioni esterne.

sabato 7 dicembre 2013

La consulenza nutrizionale

La consulenza nutrizionale aiuta il cliente (non il paziente) ad adottare uno stile di vita equilibrato e un'alimentazione consapevole, indirizzando eventualmente il soggetto verso altri specialisti (medici, psicologi, ecc). 
La dietetica clinica, invece, è competenza del medico quando è applicata sulla salute del paziente. Essa studia gli effetti degli alimenti sul metabolismo umano e stabilisce la dieta opportuna per la persona, tenendo conto delle sue patologie, intolleranze e allergie. In una consulenza nutrizionale vanno presi in considerazione determinati fattori, quali quelli sotto elencati.
Metabolismo basale: è il dispendio energetico di un soggetto quando è a riposo, quando cioè si trova ad espletare solo le funzioni metaboliche di base (respirazione, digestione, circolazione sanguigna, ecc). Si esprime in kilocalorie. Per poter calcolare il metabolismo basale, il soggetto deve essere sveglio, digiuno da almeno 12 ore, deve aver dormito a sufficienza, non deve aver praticato nessuna attività fisica intensa nell'ora precente alla misurazione e non deve essere in uno stato di eccitazione fisica o mentale.
Indice di massa corporea: è il rapporto tra il peso di una persona (espresso in kg) e la sua altezza (espressa in metri al quadrato). Esso è utilizzato per indicare il peso forma. Va fatto presente che oltre a peso e altezza, vanno presi in considerazione anche sesso, età, fattori genetici, alimentazione e condizioni di salute.
Massa grassa e massa magra: la massa grassa è il peso del grasso corporeo. Essa varia in base al sesso e all'età. Può essere misurata o attraverso un particolare tipo di bilancia, detta bilancia impedenzometrica, o con la plicometria (ossia attraverso uno strumento, chiamato plicomentro, che misura lo spessore delle pliche cutanee, cioè la parte di cute presa tra pollice e indice in punti specifici del corpo). La massa magra è la parte dell'organismo non costituita da lipidi, quindi acqua, sali minerali, proteine, glucidi. Essa si esprime in percentuale rispetto al peso complessivo della persona, dopo aver escluso la massa grassa.
Macronutrienti e micronutrienti: i macronutrienti sono le sostanze che servono a produrre energia e a fornire la materia per l'accrescimento e la rigenerazione cellulare. Esse sono i carboidrati (detti anche glucidi), le proteine e i lipidi. I macronutrienti devono essere assunti quotidianamente in quantità maggiori a dieci grammi. I carboidrati sono la fonte energetica principale del nostro organismo e si ritrovano nei farinacei, nelle patate, nella frutta e nel latte. Le proteine servono alla costruzione dei tessuti e alla riparazione delle cellule e pertanto possono essere considerate come dei veri e propri mattoncini uniti tra loro. Si trovano soprattutto nella carne, nel pesce, nelle uova, nei legumi, nel latte e nei suoi derivati. I lipidi sono importanti per l'assorbimento di alcune vitamine, hanno funzione protettiva e di riserva energetica. Si trovano nei condimenti grassi (animali e vegetali), nella carne, nel pesce e nella frutta secca.
I micronutrienti sono sostanze basilari indispensabili al nostro metabolismo, ma che non servono all'accrescimento e alla produzione di energia, ma alla produzione di enzimi e ormoni che regolano la crescita, il sistema immunitario e riproduttivo. Devono essere assunti giornalmente in quantità inferiori a un grammo. Tra i micronutrienti ci sono le vitamine e i minerali.